Quella persona davanti a Palazzo Montecitorio va subito ascoltata!

Giuliano Giovinazzo

 

Dal 27 aprile, Lorenzo Milano, persona con disabilità di Torino, sta conducendo una forma estrema di protesta, praticamente ignorata dai parlamentari e anche dagli organi d’informazione. Insulinodipendente e cardiopatico, è infatti protagonista di un sit it di fronte alla Camera dei Deputati e di uno sciopero dei farmaci dagli esiti già molto seri. Denuncia l’indegnità della pensione di disabilità a 253 euro mensili e l’ingiustizia che lo ha colpito quando gli è stata revocata l’indennità di accompagnamento. A giorni la Segreteria della Camera dovrebbe riceverlo, ma crediamo che qualsiasi azione istituzionale che possa mettere fine a questa pericolosa protesta sia ormai del tutto urgente e non più rinviabile.

«253 euro al mese sono niente – dice Lorenzo – è un’elemosina che se la moltiplichi per tredici mensilità e la dividi per 365 giorni ti dà un reddito di 9 euro al giorno. Per uno come me, che per le sue patologie è obbligato fare tre pasti al giorno, è una cosa indegna. Indegna quando un’amministrazione come quella di Torino fissa la soglia minima vivibile a 540 euro».

La seconda richiesta che Lorenzo pone al Parlamento come condizione sine qua non per interrompere questo sciopero dei medicinali riguarda la disponibilità delle istituzioni «a cambiare le regole con le quali viene stabilito che tu, persona con disabilità, sei autonomo a svolgere gli atti quotidiani della vita».
Su questo tema Lorenzo si accalora in maniera particolare, in quanto a seguito di una visita di controllo della Commissione Medico-Militare di Torino, si è visto revocare i benefici della Legge 104/92 e l’indennità di accompagnamento, precedentemente riconosciutagli da una Commissione dell’ASL di competenza, insieme all’invalidità del 100%.
«Quel giorno – racconta – mi fecero le quattro fatidiche e assurde domande: ti vesti da solo? Ti alletti da solo? Ti fai da mangiare da solo? Ti lavi da solo? Se tu, come ho fatto io nel 1997, rispondi a tutte e quattro sì, vieni considerato in grado di svolgere gli atti quotidiani della vita. Ora, è vero che io cucino da solo, ma se l’uovo che mi cucino non me lo prendi dallo scaffale in alto come me lo porto a casa? Se la spesa non me la porti a casa, io – stando in carrozzina – o spingo le ruote o spingo i sacchetti. Se mi alletto da solo e non ho nessuno che mi lavi e stiri le lenzuola, dormo nella sporcizia per un anno? E si potrebbe continuare a lungo».
Stupisce – e anche noi della redazione di Superando siamo effettivamente venuti a conoscenza di questa iniziativa solo da pochi giorni – il silenzio dei media. A parte infatti qualche redazione locale, un articolo curato dal quotidiano «Liberazione» e un servizio del Tg5, inserito nella rubrica L’indignato speciale, e nonostante si tratti di una zona ad altissima densità di giornalisti, nessun professionista della comunicazione si è avvicinato, anche a microfoni spenti, per chiedere informazioni su questa protesta.
«C’è stata proprio qui una manifestazione di giornalisti, saranno stati un’ottantina – constata con ironia Lorenzo – e mi sono detto: sono giornalisti, mi sembra di ricordare dai tempi in cui ero pubblicista che il giornalista vada alla ricerca delle notizie; quando avranno finito con la loro manifestazione si interesseranno quindi alla mia vicenda, dopo aver letto che sono qui dal 27 aprile senza medicinali. E invece nessuno si curato di me, neanche i loro colleghi che stavano coprendo questo evento con riprese e interviste».
Allo stesso modo i parlamentari – pochissimi – che passando di lì si sono fermati in queste settimane per avere un contatto con Lorenzo, hanno dimostrato un interesse breve e superficiale.
Di maggiore sostanza l’attenzione dimostrata dalla Segreteria della Camera, dalla quale Lorenzo aveva ricevuto rassicurazioni riguardo alla presa in considerazione delle sue istanze, cosa che lui stesso ha potuto constatare. L’incontro, però, pianificato proprio per l’avvio di questa settimana, che sarebbe stato auspicabile generasse un confronto positivo in grado di permettere l’interruzione di questo pericoloso sciopero, non c’è però ancora stato