Il Tribunale di Napoli riconosce la condotta discriminatoria nei confronti delle persone con disabilità e ordina al Comune di eliminare la barriera all’ingresso della Certosa
Il Comune di Capri è stato nuovamente condannato dal Tribunale di Napoli per condotta discriminatoria nei confronti delle persone con disabilità. La nuova pronuncia riguarda l’accesso alla Certosa di San Giacomo, uno dei luoghi storici e culturali più importanti dell’isola. Il Tribunale ha accertato l’inadeguatezza e la pericolosità dello scivolo di ingresso di pertinenza comunale e ha ordinato al Comune di Capri di intervenire per rendere la rampa accessibile e sicura, mediante l’installazione di un montascale oppure attraverso il rifacimento dello scivolo con una pendenza conforme alla normativa.
Il Comune dovrà realizzare gli interventi entro nove mesi. In caso di ulteriore ritardo, saranno dovute somme aggiuntive per ogni giorno di inadempimento. Il Tribunale ha inoltre riconosciuto il danno derivante dalla condotta discriminatoria e ha posto a carico dell’Amministrazione tutte le spese processuali, comprese quelle sostenute per la consulenza tecnica disposta nel corso del giudizio.
Il ricorso è stato promosso da Christian Durso, persona con disabilità motoria, con il supporto legale dell’avvocato Alessandro Gerardi, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni. Questa nuova condanna arriva a poche settimane dalla sentenza con cui il Tribunale di Napoli aveva già riconosciuto come discriminatoria la mancata adozione del PEBA da parte del Comune di Capri e il ritardo nell’eliminazione delle barriere ai Giardini di Augusto. In quel caso, il Comune era stato condannato a risarcire Christian Durso e ad adottare il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche entro dodici mesi.
“Questa seconda pronuncia conferma un principio molto chiaro: le amministrazioni pubbliche non possono restare inerti di fronte alle segnalazioni delle persone con disabilità né possono negare l’evidenza di una barriera architettonica che impedisce o rende pericoloso l’accesso a un luogo pubblico”, dichiara Alessandro Gerardi, avvocato dell’Associazione Luca Coscioni e consigliere generale della stessa. “L’accessibilità non è una concessione, né un intervento facoltativo da rinviare indefinitamente. È un diritto garantito dalla Costituzione, tutelato dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e disciplinato da precise norme dell’ordinamento italiano”.
Nel corso del giudizio relativo alla Certosa di San Giacomo, nonostante le ripetute segnalazioni e la perizia di parte che aveva rilevato la non conformità dello scivolo, il Comune di Capri ha contestato l’esistenza della barriera e la sua pericolosità. Tale posizione ha reso necessaria una consulenza tecnica d’ufficio, i cui costi erano stati anticipati da Christian Durso e dalla sua famiglia e che ora dovranno essere rimborsati dall’Amministrazione comunale.
“È grave che una persona con disabilità debba affrontare una causa, anticipare migliaia di euro e attendere anni per ottenere ciò che dovrebbe essere assicurato spontaneamente: poter entrare in un bene pubblico e culturale in condizioni di sicurezza e autonomia”, aggiunge Gerardi. “Le risorse pubbliche dovrebbero essere utilizzate per eliminare le barriere, non per difendere in giudizio l’inerzia amministrativa o per coprire le conseguenze delle condanne”.
Christian Durso, persona con disabilità motoria che anche questa volta ha promosso l’iniziativa per rivendicare i suoi diritti, ha dichiarato sul suo profilo facebook: “Questa vittoria rappresenta un passo importante non solo per me, ma per tutte le persone con disabilità che desiderano vivere Capri senza ostacoli. Penso in particolare alla mia fidanzata, Eleonora Amato, che come me ha difficoltà motorie e che, durante la sua prima visita sull’isola, non ha potuto accedere né ai Giardini di Augusto né alla Certosa di San Giacomo. Mi auguro che presto possa tornare e trovare una Capri finalmente accessibile e accogliente. Questo risultato è stato possibile anche grazie al supporto legale dell’avvocato Alessandro Gerardi, che ringrazio insieme all’Associazione Luca Coscioni per l’impegno e la determinazione dimostrati”.
L’Associazione Luca Coscioni continuerà a sostenere il diritto all’accessibilità e a promuovere l’adozione dei P.E.B.A. da parte degli enti locali.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.