Ricerca e laicità
«Rischiamo un vero contro riformismo etico» scriveva un anno fa l’eurodeputato radicale Marco Cappato sulla storia di copertina. Prodi era appena "caduto" e, osservava Cappato, «il successo del partito "alle urne subito" ha stroncato anche l’unica speranza di riforma che non era stata definitivamente impallinata dai veti clericali: quella sul testamento biologico».
Erano i giorni del congresso dell’associazione Coscioni e left volle contribuire al dibattito su libertà di ricerca, etica e laicità dello Stato con le interviste di Simona Maggiorelli a Carlo Flamigni, Stefano Rodotà, Mario Riccio e Furio Colombo, di Carlo Patrignani a Ignazio Marino, e con i contributi scientifici della neonatologa Maria Gabriella Gatti e del bioeticista Maurizio Mori. Oggi il testamento biologico sta per essere affossato da una «legge truffa», come la definisce Rodotà. E un convinto fautore de "alle urne subito" si è dimesso da segretario del Pd. Dal 5 al 7 marzo a Bruxelles il dibattito prosegue al congresso mondiale sulla Libertà di ricerca organizzato dall’associazione Coscioni.