Mobilitazione sull’aborto a Milano, nuova battaglia sulla 194. Dopo la fuga in avanti del Pirellone che ha annunciato le linee guida regionali per l’applicazione della legge del ’78, la città oggi si divide intorno a due appuntamenti clou: alle 18.30 al teatro Dal Verme Giuliano Ferrara presenterà con il coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi, la moratoria lanciata sul Foglio («Bisogna bloccare gli aborti di massa e le derive eugenetiche con la codificazione all’interno della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo che la vita inizia dal concepimento»). Poche ore prima il capogruppo di An, Carlo Fidanza, depositerà a Palazzo Marino la sua mozione «a sostegno della maternità», destinata a dividere trasversalmente gli schieramenti politici. Decise «a contrastare la crociata antiabortista», le donne del Pd che diffondono un documento sul blog www.webdem.it: «La 194 è una buona legge perché (…) tiene conto dei diritti della donna e del nascituro». La capogruppo Marilena Adamo farà un intervento in Consiglio: «Gli attacchi sono strumentali».
(Ri)parte da Milano, insomma, lo scontro sull’aborto. Sandro Bondi insiste: «Giuliano Ferrara ha sollevato una grande questione culturale che interpella la coscienza di tutti, credenti, laici e cattolici, esponenti di destra e di sinistra — dichiara durante la trasmissione In 1/2 ora di Lucia Annunziata —. Ma non mi è mai passato per la testa di mettere in discussione la 194. Ho sempre detto che bisogna rafforzare la parte della legge sulla prevenzione in nome della vita». La coordinatrice regionale di FI, Mariastella Gelmini, è entusiasta: «Riempiremo il Dal Verme — dice —. Mi aspetto la presenza di esponenti politici di spicco come Maurizio Lupi, Luigi Casero, Mauro Mantovani, Maurizio Bernardo, Guido Podestà». A Palazzo Marino, invece, Carlo Fidanza cercherà di raccogliere consensi sulla sua mozione.
Tra gli obiettivi, «promuovere convenzioni con negozi che forniscono prodotti per l’infanzia, perché li distribuiscano gratuitamente ai Centri di aiuto alla vita», «istituire un capitolo del Fondo sostegno affitti per le donne in difficoltà che scelgono di non abortire», «promuovere convenzioni con i consultori al fine di prevedere al loro interno la presenza di volontari delle associazioni di tutela della vita». Indecisi su un’eventuale adesione i teodem del Pd, spaccato il centrodestra. Prendono le distanze dal documento da Giulio Gallera (Fi) a Matteo Salvini (Lega) fino a Giampaolo Landi (An). Sul piede di guerra le donne del Pd che stanno partecipando alla fase costituente del partito (una su tutte: Francesca Zajczyk). «Chi oggi agita la campagna contro l’aborto non cerca una tutela reale del diritto alla vita del nascituro — si legge su www.webdem.it —. (…) Si cerca in realtà soltanto una vittoria, ideologica, di una parte della società su un’altra, irrilevante o controproducente per una effettiva e seria tutela di tutti i diritti».