«Papa-boys» e volontariato cattolici divisi dal non voto

«Una scelta errata». «No, uno strumento efficace». I giovani delle Acli: dai vescovi indicazione di valori, ma non obblighi. Un ragazzo dell’Opus Dei: «Spero che non si raggiunga il quorum».

Tra i Papa-boys, i primi a non volersi mobilitare nella campagna astensionista della Cei sono stati gli scout dell’Agesci, da sempre in prima linea nell’organizzazione dei maggiori eventi ecclesiali come la Gmg 2000 di Tor Vergata. «Non ho ancora deciso se voterò sì o no, mi sto informando il più possibile – racconta Andrea, 22 anni, «veterano» delle Giornate mondiali della gioventù fin da Denver 1993 – però fm dall’inizio mi è sembrata una scelta errata, su un argomento così importante, non dire come la penso. Non è una questione astratta. E’ in corso una battaglia su temi che toccano la vita quotidiana delle persone, non ha senso tirarsi indietro». La gran parte dei Papa-boys, comunque, accoglierà l’appello della gerarchia ecclesiastica e diserterà le urne: dalla Comunità di Sant’Egidio, ai Focolarini, da Comunione e Liberazione al «Regnum Christi» (il movimento laicale dell’ordine religioso dei Legionari di Cristo), dai Neocatecumenali all’Opus Dei, dalla Gioventù salesiana ai Carismatici. «Mi asterrò perche condivido l’indicazione della Cei – sostiene Andrea Carbonari, 32 anni, volontario alle Gmg e attivo nella famiglia salesiana – ritengo legittimo che siano vescovi e sacerdoti ad avere l’ultima parola su questioni di morale che influenzano profondamente la vita di tutti noi. La coscienza del singolo, come ribadito recentemente dal patriarca di Venezia Angelo Scola, non può inventare la verità e quindi è giusto affidarsi a chi ha maggiore esperienza e autorità, ossia l’episcopato italiano». Sulla stessa lunghezza d’onda Chiara Mingiardi, 31 anni, impegnata nell’Opus Dei e nelle Gmg. «Ho partecipato a incontri e tavole rotonde per documentarmi tecnicamente – racconta – non andrò a votare perché considero il referendum abrogativo un istituto giuridico limitativo, inadeguato a regolamentare una questione così complessa. Spero che non si raggiunga il quorum: è sbagliato abbandonare agli umori di un corpo elettorale impreparato un campo delicatissimo, in cui ogni giorno si annunciano nuove scoperte».

Rispetto alle indicazioni del comitato «Scienza&vita