“Paese in preda a una crisi morale” Bagnasco richiama politici e banche

Prevalgono divismo e divertimento. Casa e lavoro le urgenze.

Il presidente della Cei conferma il no a eutanasia e aborto. Appoggio al clero impegnato contro mafia, camorra e `ndrangheta   

L`episcopato italiano appoggia il clero e i vescovi, che in condizioni difficili si battono contro la mafia, la camorra e la `ndrangheta, e si prepara ad elaborare nuove linee d`azione per lo sviluppo del Mezzogiorno. E’ uno dei passaggi della relazione di mons. Angelo Bagnasco al Consiglio permanente della Cei (anche in vista della visita che Benedetto XVI farà il 21 ottobre a Napoli), relazione caratterizzata da grande allarme per un`Italia che rischia di cadere a pezzi. Quel malessere caotico, che l`antipolitica sta portando alla superficie con clamore, diventa nella prolusione del presidente della Cei oggetto di un`analisi preoccupata, che non fa sconti ad un «Paese spaesato» in cui il vincolo tra cittadino e Stato si sta sfaldando ed in cui sembrano mancare totalmente un comune slancio etico e regole di convivenza condivise. Al parlamentino della Cei Bagnasco ha riconfermato il suo stile pastorale e non-politico (il che non significa affatto apolitico), invocando un «ethos collettivo  partecipato» rispetto alla deriva morale in corso. Serve urgentemente, sottolinea l`arcivescovo, una «ricentratura profonda» da parte dei singoli e degli organismi sociali per dare agli italiani «senso e ragione» dello stare insieme come comunità di destini. E in quest`ottica di preoccupazione per lo sfaldamento del Paese si capiscono le recenti sortite del cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, che ha propugnato il dovere civico di pagare le tasse. Chiedere una ridefinizione di tavole di valori per la società, sottolinea tuttavia Bagnasco, non significa puntare allo Stato etico. Però c`è da chiedersi se lo Stato debba fare soltanto il regolatore del traffico dei fenomeni sociali oppure debba essere capace di proporre una visione del bene comune. Al tema del «bene comune» non a caso è dedicata la Settimana sociale cattolica che si terrà a ottobre in Toscana. Le tendenze disgregatrici, ha notato il presidente della Cei, sono molteplici: dalla criminalità organizzata agli incendi boschivi dolosi, dal disimpegno nichilista all`«abbrutimento» di un  tempo libero dedicato a passatempi soltanto apparentemente innocui, dal divismo esasperato ad uno scivolamento «verso il peggio (dove) le differenze si annullano». Alla luce di questi fenomeni, scandisce Bagnasco, sembra «diventare sempre più friabile il vincolo sociale» e pare sfrangiarsi il senso di solidarietà essenziale per ogni comunità nazionale. Eppure, rilancia Bagnasco, ci sono tante energie in Italia e la componente sana, onesta, dignitosa, solidaria della popolazione è assolutamente maggioritaria. La religione, in questa prospettiva, può contribuire a ridare credibilità ai valori essenziali del Paese. Bagnasco ha poi rivolto l`attenzione ai problemi materiali della società italiana. In primo luogo il lavoro e la formazione professionale. E poi la casa, che rimane irraggiungibile per le giovani coppie. Urgente, dunque, una ripresa dell`edilizia popolare e qui dovranno intervenire «con senso di equità» le banche e gli istituti di credito. Nella relazione sono risuonati come di prammatica gli accenni  alla difesa della vita dall`inizio alla fine naturale, alla libertà educativa, al codice morale cristiano. Con una condanna nei confronti di Amnesty International per aver inserito l`aborto (in caso di stupro) tra i diritti umani fondamentali. Netto il richiamo all`ordine per i politici cattolici: «In nessun ambito, neppure in politica – ha dichiarato il presidente della Cei – si possono tralasciare, per opportunismo o convenzione o altri motivi, le esigenze etiche intrinseche alla fede». Nessuno spazio, ha soggiunto, a compromessi dottrinali o morali. Immediata la replica del socialista Roberto Villetti: i laici devono farsi sentire per ribadire la distinzione tra principi religiosi e leggi dello Stato. Mentre l`ulivista Franco Grillini respinge l`idea che l`unica verità accettabile sia quella della Chiesa romano-cattolica. Nel centrodestra le adesioni alla relazione sono plebiscitarie. Da Andrea Ronchi di An a Isabella Bertolini di Forza Italia. Iperbolico Rocco Buttiglione dell`Udc: «Solo la Chiesa ha il coraggio e l`autorevolezza per invitare gli italiani ad amare l`Italia».