Tutti tentativi allo stadio iniziale, non ancora supportati da alcuna pubblicazione scientifica: la strada della ricerca di terapie per malattie oggi incurabili rimane lunga, tanto più che le staminali embrionali offrono enormi possibilità, ma sono anche molto difficili da maneggiare e vengono studiate da pochi anni. Anche una affidabile produzione di cellule staminali senza distruggere gli embrioni richiederà anni. Ma perché radicalizzare la questione della «distruzione della vita», quando la scienza sta attivamente cercando di risolverla? I ricercatori cattolici confrontano i risultati – limitati ma comunque positivi – ottenuti utilizzando staminali adulte con quelli ancora solo potenziali delle cellule embrionali per sostenere che è meglio concentrarsi sulla prima strada. E c’è addirittura chi, in America, tenta l’ escamotage di prelevare le staminali embrionali da un embrione ancora integro ma geneticamente destinato a sviluppare il teratoma, un tumore che ne interromperà la vita in modo «naturale».
Gli altri chiedono invece piena libertà di ricerca utilizzando gli embrioni in soprannumero già esistenti e che spesso vengono comunque distrutti. Ma nemmeno loro pensano di creare «fabbriche» di embrioni per impiego scientifico o terapeutico: l’obiettivo di produrre cellule embrionali senza distruggere l’embrione è comune a tutti. Per arrivare a questo risultato serviranno, però, molta ricerca e molta sperimentazione. Condotte in modo responsabile ma senza veti.
A quel punto il problema di fondo non sarà più l’uso dell’embrione, ma la risposta a domande che magari non susciteranno divieti religiosi, ma hanno implicazioni etiche ancor più complesse e inquietanti. Non tanto la clonazione umana, comunque fuorilegge, quanto la possibilità di produrre in laboratorio un numero praticamente illimitato di organi «di ricambio» da trapiantare. Oggi servono solo per sostituire organi malati, domani verranno usati massicciamente anche per ringiovanire l’organismo e allungare la vita. Ci daremo dei limiti o berremo questo elisir fino in fondo? La «cultura della vita» ci spingerà a sfruttare queste nuove possibilità o si ritirerà spaventata? Vivremo di più e meglio, certo.
Ma sarà anche un mondo nel quale i genitori potranno diventare biologicamente più giovani dei loro figli che rifiuteranno le manipolazioni genetiche.