Crede in Dio e nei Radicali. E adesso anche nel Pd. Ha fiducia nella nuova coalizione Mina Welby, moglie di Piergiorgio, che per anni immobilizzato dalla malattia che gli permetteva di muovere solo le palpebre ha rivendicato il diritto di morire.
Programma promosso?
«C’è abbastanza spirito laico e sono sicura che sulla distanza verrà fuori sempre di più anche perché non credo che l’ala cattolica integralista sia più forte dell’anima laica nel Pd. Certo, ora le priorità non sono i temi etici ma piuttosto economici, le riforme».
Delusa?
«In parte, perché noi abbiamo dovuto rinunciare al simbolo del partito radicale e Di Pietro invece no? Dell’accordo però sono contenta: se fossimo rimasti fuori non avremo potuto contare nelle decisioni. Così almeno avremo voce in capitolo».
Pochi ma presenti?
«Saremo, come dice qualcuno, invisibili come la cellule staminali. Che saranno piccole ma sicuramente fondamentali».
E con i cattolici?
«Ho ricevuto mail del tipo: Firma per un Pd senza la Binetti. Non ho neanche risposto. Come radicale voglio che tutti possano dire la loro, ma spero che in questo nuovo partito un ministro come la Turco non debba avere per ogni decisione il fiato di un’integralista come lei sul collo».
E voi?
«Noi radicali saremo fedeli sino in fondo anche se nel programma non ci sono tutti i nostri obiettivi, tutte le nostre battaglie».