Ammonta a 1.822,198,28 il “debito della Regione Lazio i Comuni del Distretto sociosanitario Rm/G4. Fondi destinati per lo più a sostegno delle persone "non autosufficienti" ma anche alla "lotta alla droga" di cui non si ha alcuna traccia negli anni 2009 e 2010. A denunciarne la mancanza sono i Comuni della Valle dell’Aniene, un territorio particolarmente difficile per la sua collocazione montana e per l’assenza di servizi essenziali che vede la presenza di ben 35,163 cittadini residenti, di cui l’80% è rappresentato da anziani al di sopra dei 65 anni. I servizi, affidati prevalentemente a cooperative specializzate nel rispetto della normativa vigente, vedono il coinvolgimento di circa duecento operatori. Il Distretto sociosanitario, quindi, oltre ad essere uno strumento di assistenza è anche un’opportunità di lavoro addirittura per soggetti svantaggiati. Al fine di favorire l’ inserimento lavorativo di personale sempre più specializzato, il Distretto è diventato infatti anche occasione di formazione professionale tramite i corsi per assistenti familiari e quelli per assistenti ai malati di sclerosi laterale amiotrofica (SLA).
Ma negli ultimi due anni se i servizi sono stati regolarmente svolti e pagati ai soggetti gestori è solo grazie alle anticipazioni di cassa delle singole Amministrazioni di cui Olevano Romano è capofila.
Proprio dal Comune sul fronte prenestino è partita nei giorni scorsi una lettera a firma di tutte le 14 Amministrazioni facenti parte del distretto per chiedere un incontro urgente con l’assessorato regionale.
”Poiché il Comune di Olevano Romano nella sua qualità di capofila non è più in grado di sostenere economicamente tale situazione – si legge nel testo del documento – avendo anche esaurito le possibilità di procedere con anticipazioni di cassa, si chiede alla s.v. un incontro urgente e comunque di provvedere con la massima tempestività a liquidare i fondi previsti per il piano di zona, così come riportati, onde scongiurare la mancata erogazione dei suddetti servizi alla persona e rivolte alle fasce deboli della società”.
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