NEW YORK – Avere decine di fratelli e sorelle, e non conoscerne neanche uno. È questa una delle nuove realtà create dal proliferare della fecondazione assistita: centinaia di bambini possono avere uno stesso papà biologico senza saperlo. I rischi chela crescita dei fenomeno comporta spingono molti esperti a chiedere nuove regole, soprattutto nei Paesi che non ne hanno, come gli Stati Uniti.
Se nella città di Denver ci sono sei bambini nati da uno stesso donatore, se a Fairfax si arriva a una dozzina, se nella fascia urbana intorno a Washington si supera 150, non è più inimmaginabile che alcuni di questi bambini po saùo un giorno conoscersi, innamorarsi e involontariamente eómmettere incesto.
Non è inimmaginabile che queste tribù consanguinee ma estranee possano diventare terreno fertile perla diffusione accelerata di malattie geneliche non diagnosticate al papà biologico.
Sono tutti problemi che la signora Wendy Kramer ha intuito da almeno undici anni. Mamma single di un figlio con cepito con il seme di un donatore, la signora ha creato un sito dove i nati da fecondazione assistita possano trovarsi e scambiarsi informazioni. Le cliniche che offrono queste procedure artificiali non rivelano il nome del donatore, ma lo definiscono con un numero. In tal modo molti giovani hanno scoperto di essere stati generati dal seme di uno stesso numero, cioè di uno stesso papà. L’informazione è arida ma è comunque fondamentale. La mamma di una teen-ager californiana spiega che la figlia ha in classe altri giovani nati da fecondazione artificiale, e qualche volta se ne è anche presa una cotta: conoscere il numero del padre-donatore è indispensabile per evitare, l’incesto.
Il sito della signora Kramer, www.donorsiblingregistry.com ha già permesso a migliaia di giovani d mettersi in contatto con fratellastri e sorellastre. Si sono così create famiglie alternative, diverse da quelle tradizionali ma comunque importanti per bambini che siano figli unici e che abbiano madri single: una sedicenne di New York ha scoperto ad esempio di avere una sorellastra di 17 anni a Filadelfia,“è la mia migliore amica” ha dichiarato. Con la stessa speranza, la signora Cynthia Daily qualche anno fa ha cercato nel sito possibili fratelli o sorelle di suo figlio e ha scoperto che ne aveva a decine. Nel corso degli anni sono diventati oltre 150. Oggi la signora e il figlio sono in contatto con alcune delle altre famiglie e cercano di fare le vacanze insieme, creando appunto se non una vera famiglia comunque una specie di tribù di appartenenza.
Ma i bambini vorrebbero sapere di più: conoscere solo il patrimonio genetico della madre, li lascia scoperti a metà. Il problema è stato anche al centro di un popolare film, I ragazzi stanno bene, con Julianne Moore e Annette Bening, in cui i due figli di una coppia lesbica decidono di scoprire chi è il loro padre. E ci riescono. Nella realtà, i padri non sempre vogliono essere scoperti. Molti sono giovani che si aiutano negli studi vendendo il seme.
Anche per loro non è piacevole scoprire che invece di aver contribuito a far nascere “al massimo cinque o sei bambini”come era stato loro promesso dalle cliniche, ne hanno messi al mondo a decine. La signora
Kramer racconta che proprio studiando il sito un donatore ha identificato almeno 70 bambini nati dal suo seme: “Per lui è stato uno shoock” dice la signora.
E comunque anche tante mamme si tirano indietro: rimangono incinte, danno alla luce un bambino, ma si rif iutano di rivelare di aver pagato per essere inseminate. E così i loro figli non hanno modo di scoprire il numero de] padre donatore, e se questi abbia generato altri figli, e dove.
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