L’esposto è stato presentato perché ho chiamato le cose con il loro nome, ho detto che i medici sardi pur essendo consapevoli della situazione, non hanno il coraggio di dirlo perché hanno paura di essere schiacciati dal potere politico». Le carte si mescolano. Le questioni etiche si mescolano all’amministrazione della sanità. É una nebulosa. «Anche sulle decisioni che riguardano la sospensione delle cure a pazienti che non hanno più alcuna speranza di vita la classe medica è ostaggio della politica. Si sentono solo le voci di chi dice che non “staccherebbe mai la spina” perché sono ostaggi della politica e dell’influenza della Chiesa». Nei prossimi giorni il presidente dell’ordine dei medici di Genova Enrico Bartolini porterà il caso Santi in consiglio. Due le scelte: archiviare oppure andare avanti con il procedimento disciplinare.
ALESSANDRA COSTANTE
“Medici ostaggio di politica e Chiesa”
di Alessandra Costante
Prima ha scritto un libro, Camici Sporchi (e il titolo la dice già lunga) sui misfatti compiuti in dell’Asl in cui lavora e che non è certo di fantasia. Poi si è offerto di staccare la spina a Giorgio Welby, innalzandosi a difensore dei diritti di coloro che rifiutano l’accanimento terapeutico. Dopo Welby è stata la volta di Giovanni Nuvoli, sardo, da quattro anni attaccato ad un respiratore. E su questo nuovo fronte, Roberto Santi, medico chiavarese, è stato destinatario di una specie di avviso di garanzia da parte dell’ordine dei medici di Genova. A presentare un esposto contro Roberto Santi è stato il presidente dell’ordine di Sassari, Agostino Sussarelli. Nella visita a Giovanni Nuvoli, ricoverato in ospedale a Sassari, Santi avrebbe potuto prendere visione delle cartelle cliniche spacciandosi come medico curante dell’uomo. Nuvoli ha 54 anni e la sclerosi laterale amiotrofica lo ha ridotto ad una larva di poco più di 20 chili che sopravvive solo se intubato e collegato ad un respiratore. «A Sassari – replica Santi – sono andato su invito della moglie di Giovanni Nuvoli, Maddalena Soru. Oggi Nuvoli è meno certo di interrompere la terapia, ma quattro anni fa aveva chiesto esplicitamente di non essere intubato. Hanno approfittato di una sua perdita di coscienza per farlo.