Di rinvio in rinvio, quasi si fa fatica a credere per davvero al ritorno alla Camera della legge sul fine vita. Anche se ieri sera qualche speranza è arrivata dal calendario dell’Aula per la prossima settimana: la conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha inserito l’esame del disegno di legge martedì, ma al quarto punto dopo le quote rosa, la Comunitaria 2010 e la proposta di legge sul riconoscimento dei figli naturali. È probabile dunque che si entri nel vivo solo la prima settimana di luglio. Chi non ha perso la speranza, comunque, è il relatore, il deputato Pdl Domenico Di Virgilio, convinto che lo stop subito dall’iter della legge dipenda “esclusivamente dalle difficoltà che travagliano la maggioranza in questo periodo. Il progetto di legge non ha nessun problema in sé e si basa su una maggioranza precostituita di Pdl, Lega, Udc”. Diversi punti della legge saranno oggetto di dibattito, in particolare si prevede che gli articoli 3 (relativo al divieto di accanimento terapeutico) e 7 (sulla questione del fiduciario) solleveranno maggiore discussione.
Intanto, i radicali e le associazioni che si oppongono all’impianto della legge, continuano a portare avanti la battaglia dei biotestamenti.
L’ultimo Comune interessato è Lecco, dove ieri si è discussa in Consiglio comunale la proposta di delibera sul testamento biologico. Registri sono già attivi un po’ in tutto lo Stivale, raccogliendo in
genere scarsa adesione (nell’ordine al massimo di qualche centinaio di persone nelle città più grandi). Il tutto sfidando la circolare congiunta dei ministri Maroni, Sacconi e Fazio che chiede ai Comuni di non istituire tali registri, bollandoli come inutili in assenza di una legge.Una dura presa di posizione che qualche effetto l’ha sortito, ad esempio ad Aosta, dove tutto è andato in fumo.
Molti Comuni, però, approfittando del ritardo della legge, hanno all’opposto accelerato la corsa: il sito dell’associazione Luca Coscioni offre dati aggiornati quasi in tempo reale. A Scandicci, in provincia di Firenze, è da poco attivo online un registro e anche a Soliera, in provincia di Modena, a giugno il consiglio comunale ha approvato il suo registro. Lo stesso è successo a Porto Torres, in provincia di Sassari, ad aprile (con un solo voto d’astensione), mentre Tempio Pausania, capoluogo della provincia di Olbia-Tempio, ha votato a maggio la delibera che impegna la giunta ad approvare il registro, che però non è ancora attivo. Delibera approvata il 9 maggio anche ad Arco, provincia di Trento e a Osnago, in provincia di Lecco. Per compilare il testamento biologico a Ravenna, invece, dal 2 maggio basta recarsi all’Ufficio relazioni con il pubblico del Comune. Sull’effettiva validità di questi documenti ci sono interpretazioni diverse. Per il parlamentare Pdl Gabriele Toccafondi la circolare dei ministri è sufficiente a determinare “una volta votatala legge, che quei registri sono del tutto inutili”. Per Paola Binetti (Udc), “Ricorrendo in tribunale, è difficile che il magistrato non tenga conto delle volontà espresse dal paziente. Bisogna però vedere se sono richieste conformi alla legge oppure no”.
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