Mario Tommasini: «Perché voterò la Rosa nel pugno»

di Mario Tommasini
Mario Tommasini e «La Rosa nel pugno». Dopo l’ipotesi di candidatura, che non si era poi concretizzata, l’anima più «eretica» della sinistra di Parma ha ufficializzato ieri la sue scelta di votare proprio per questa lista. Ecco la sua lettera.

Voterò la «La Rosa nel Pugno Perché non mi arrendo al niente di tanti, non mi accontento del poco dei molti. Perché non mi so rassegnare al meno peggio. Soprattutto io voto La Rosa nel Pugno perché spero ancora. Spero e credo che ancora vivrò i giorni delle grandi riforme e ancora vivrò la sensazione, provata e mai dimenticata, di una gioia profonda, di una grande serenità, di un ottimismo che dava forza e ci faceva sentire invincibili. Tutto ci sembrava possibile.

E lo era. Spero e credo che ancora verrà il tempo delle grandi battaglie civili, della giusta giustizia. Vivrà ancora in un mondo permeato di autentica cultura libertaria. Le donne e gli uomini de La Rosa nel Pugno sono gli unici che appartengono a questa cultura, i soli che abbiano, da subito, per primi, lottato per un mondo di diritti e di rispetto. Il divorzio, l’aborto, la riforma psichiatrica, lo statuto dei lavoratori, la riforma penitenziaria: loro c’erano, gli altri si sono accodati. Io voto La Rosa nel Pugno, perché la loro cultura laica ha spazzato via la carità e l’ha sostituita con i diritti e ha trasformato la pietà in rispetto dell’altro. Le grandi progettualità hanno bisogno, più che mai, di grandi aperture mentali e culturali, di una grande anima civile, di un profondo amore alla vita: con loro sarà possibile aprire un confronto sulla casa, sul lavoro, sui diritti. Credo in loro perché condivido la loro cultura e amo la loro voglia di lottare. La loro instancabile ostinazione. Il loro non arrendersi mai. Davvero dico a chiunque si ritrovi in questa voglia di nuovo e di libertà, di giustizia e di civiltà di dare il loro voto a La Rosa nel Pugno.