Mariella Nava: «I miei quattro Sì di parole e musica»

wan.mar
La cantante domani sera a Roma: concerto con le «Donne per il Sì».

«Canterò per i 4 sì ai referendum abrogativi della legge sulla procreazione assistita. Lo farò anche perché non c’è molta informazione al riguardo». Mariella Nava, cantante e autrice (è tra l’altro appena uscito un album doppio che raccoglie un po’ tutta la sua storia, Condivisioni) parteciperà domani sera al grande concerto a Roma, a Piazza Navona, organizzato dall’associazione delle «Donne per il Sì» capitanata da Emma Bonino e da Stefania Prestigiacomo. Con lei saliranno sul palco, tra le altre, Dolcenera, Linda, Syria, Marina Rei, Mietta.

Ci può spiegare perché ha deciso di schierarsi?
«Credo sia importante per me esserci come donna artista per rappresentare le donne. Penso sia giusto tutelare la salute della donna e favorire la scienza medica. Sono d’accordo anche con la fecondazione eterologa. Io sono cristiana e anche se può sembrare ardito vorrei ricordare un dogma, che prima potevo accettare solo da credente, ma che forse adesso è un concetto che si può avvicinare anche in un altro modo. E quello che la Vergine Maria era stata fecondata e aveva partorito il figlio di Dio. La fecondazione eterologa dà anche la possibilità di fecondare una donna con un seme esterno, che creerà padri putativi di figli, che non saranno figli di Dio, ma comunque nati carnalmente dalla donna che loro amano. E’ molto diverso dall’adozione. F vorrei ricordare che la legge 40 c’è, quindi la procreazione artificiale è già possibile. Si tratta solo di allargare alcune possibilità».

Domani canterà delle canzoni che hanno un rapporto colla tematica della procreazione assistita?
«Cercherò delle canzoni che abbiano attinenza con questa tematica. D’altra parte ho iniziato la mia carriera con una canzone che si chiamava “Questi figli” e parlava dell’amore che un genitore può provare per il proprio figlio, del legame che ha con lui, anche quando cresce e magari prende il suo posto. “lt’s forever”, il brano che canto con Dionne Warwick, è stato scelto da Amnesty per denunciare la violenza contro le donne».

Che cosa si aspetta da questo concerto?
«Mi auguro che qualcuno possa saperne di più sui referendum. E non necessariamente per andare a votare Sì, ma per decidere con più consapevolezza se e cosa votare. Credo sia importante portare alla luce cose importanti, che magari sono un po’ fuori dalla vista».