“Mai pensato di violare la legge ora altri non soffriranno come lui”

Mario Riccio, l’anestesista: ho avuto paura ma sapevo di essere nel giusto.
“Ho avuto molti timori anche se ero convinto di essere nel giusto, di aver agito all’interno della legalità”, dice Mario Riccio, il medico anestesista per il quale è stata chiesta l’archiviazione.

Se la richiesta della procura sarà accolta, dopo il prosciogli mento dell’ordine dei medici, arriverà anche quello della giustizia ordinaria.
“Mentre sedavo Piero, mentre gli staccavo il respiratore ero sicuro di fare qualcosa di permesso dalla legge ma esserne convinto e avere la certezza di non finire sott’accusa è tutta un’altra cosa. Io sono infatti contrario ad infrangere le leggi, le norme caso mai vanno cambiate”.

E Welby?
“Sono felice soprattutto per Piero che era una persona molto forte. E’ lui oggi l’eroe, quello che trova risposta dai magistrati. Non è morto inutilmente, ma si è sacrificato con la sua lotta perché altri non soffrissero come lui, per stabilire un diritto che alcuni parevano aver dimenticato”.

Principi già esistenti per legge, ha sottolineato la procura.
“Si, la notizia, per assurdo, è che in realtà non c’e notizia. La procura ha stabilito il diritto di rifiutare le cure, tutte le cure, anche quelle salvavita. Ha stabilito la possibilità di revocare il consenso. Tutti principi secondo me previsti nella Costituzione, nella Convenzione di Oviedo e nel codice deontologico dei medici”.

Ora?
“Sono contento che i magistrati abbiano aperto una fascicolo perché altrimenti qualcuno avrebbe sempre potuto dire è stato un assassinio o eutanasia. In questo paese c’è una lunga confusione voluta tra eutanasia e diritto a rifiutare le cure perchè l’Italia è secondo me un paese arretrato dal punto di vista del dibattito etico”