Nel migliore dei casi la Rai giocherà di rimessa.
Dall’altra parte Sky, media che nasce sul modello giornalistico anglosassone, ha scelto di dedicare su Sky Tg24, ben 12 ore di programmazione alla discussione di un tema così importante come quello della ricerca scientifica. Non solo importante ma attuale, visto che il tema apre la discussione su questioni che dividono il mondo laico da quello cattolico. La discussione sulla ricerca scientifica è quella che ha portato alla legge 40, ad un referendum in cui le gerarchie ecclesiastiche hanno “ordinato” l’astensionismo, quella che ha portato a posizioni estreme sul caso Welby. Ma è anche la questione su cui si è applicato un metodo che oggi sta per essere applicato sui Dico.
In questa discussione, essenziale per la vita dei cittadini, al momento c’è un piccolo canale Rai che è su Sky che ricorda questa discussione attraverso un’intervista a Maria Antonietta Farina Coscioni. Ancora una volta un canale satellitare, per di più pay, si sforza di fare servizio pubblico ragionando, seppure parzialmente, su questo tema.
La speranza è che RaiSat Extra possa essere da spunto ai ben più corrazzati canali generalisti Rai.
Non si chiede, ovviamente, una discussione che proponga un unica voce, quella dei laici – anche se non sarebbe scandaloso visto che l’Italia non è un paese confessionale – ma almeno si pretende il coraggio di dare spazio alla discussione su questi temi. Perchè no, dunque, un confronto serrato su temi quali la libertà di ricerca scientifica, il testamento biologico, i diritti delle coppie di fatto.
E’ troppo chiedere che il servizio pubblico parli di questo? E’ troppo?
Oppure è troppo scomodo?