LONDRA- Il movimento di liberazione della donna ha ottenuto un altro diritto: quello di poter mettere al mondo bambini senza un padre. La nuova legge su embrioni e fecondazione artificiale, approvata questa settimana al parlamento britannico, assegna a donne single e a coppie lesbiche lo status pieno di "genitori", annullando la regola finora esistente secondo cui le cliniche della fertilità devono tenere in considerazione «il bisogno di un padre» da parte del nascituro, prima di accettare una cliente per un trattamento.
La legislazione afferma «il bisogno del sostegno dei genitori», senza specificare se questi debbano essere di sesso differente. Le coppie di lesbiche, che nel Regno Unito avevano già il diritto di adottare bambini e che potevano sperare, ma senza averne la certezza, di convincere una clinica della fertilità a impiantare in una di loro un ovulo fecondato dallo sperma di un donatore, ricevono così un riconoscimento ufficiale: la famiglia con due mamme, e senza papà, è ora una legge dello Stato.
Non tutti se ne compiacciono, nemmeno in un paese prevalentemente laico come questo, che spesso ha indicato la strada – insieme agli Usa – dell’evoluzione del costume e della morale all’Occidente. Il governo laburista era consapevole di muoversi in un territorio controverso: perciò il primo ministro Gordon Brown (che ha poi votato a favore del provvedimento) aveva dato «libertà di voto» ai deputati del suo partito. Alcuni dei quali hanno votato contro sia sul diritto di concepire una famiglia senza il padre, sia sulla risoluzione per mantenere a 24 settimane il limite entro cui avere un aborto, sia sull’autorizzazione a creare embrioni «ibridi», umani-animali, per lo sviluppo di cellule staminali a scopo di ricerca.
Anche tre ministri cattolici, Browne, Kelly e Murphy, hanno votato contro, e il cardinale O’Connor, capo della diocesi cattolica inglese, ha protestato contro la nuova legge.
Ma i vari articoli, su diritti delle coppie lesbiche, aborto ed embrioni ibridi, sono passati lo stesso a grande maggioranza, ricevendo il sostegno di ampi settori dell’opposizione conservatrice e liberai-democratica. Il dibattito che ha accompagnato il voto, nell’aula della camera dei Comuni, è stato inconsueto per il genere degli argomenti e per il candore con cui sono stati affrontati. «È forse normale un mondo in cui un bambino può avere due madri?» si è indignato il conservatore Patrick Cormack. Ma un altro conservatore, John Bercow, gliha risposto che finora le lesbiche che volevano un figlio si sentivano rispondere dalle cliniche della fertilità di «andare a cercare un uomo al pub più vicino».
La laburista Jacqul Smith, ministro dell’Interno, era contraria: «Ci meravigliamo che il nostro partito ha perso contatti con la gente comune, e poi proponiamo leggi contro il comune buon senso?». Ma un’altra deputata laburista, Emily Thornberry, ha replicato: «Il comune buon senso è spesso una scusa per discriminazioni, chiusura mentale e rifiuto di fare i conti con il ventunesimo secolo». Secondo un sondaggio del Times, il 40% della popolazione è contrario alla «famiglia con due mamme» e il 32% favorevole, con nette differenze generazionali: i cittadini al di sopra dei 55 anni sono contrari, quelli dai 18 ai 34 favorevoli.
Londra, la nuova legge sulla fecondazione non richiede più il papà
di Enrico Franceschini
