di Davide Madeddu
Giovanni Nuvoli non ne vuol più sapere di andare avanti attaccato al respiratore. Per questo motivo, una settimana dopo aver detto di rinunciare alle medicine ha deciso di partire con lo sciopero della fame. L`ex arbitro di basket di Alghero colpito dalla Sla (la sclerosi laterale amiotrofica) una decina di anni fa, da ieri ha deciso di rinunciare ad alimentarsi. Per comunicare la sua ultima decisione ha aspettato che a casa sua, ad Alghero, dove è stata allestita una sorta di sala da terapia intensiva, andasse a fargli visita il sindaco Marco Tedde. E proprio quando il primo cittadino ha varcato la soglia della sua stanza l`ex arbitro che parla battendo gli occhi e per mezzo di un pannello in plexiglas su cui sono sistemate le lettere dell`alfabeto ha detto: «Non voglio più essere alimentato». La nuova protesta del 53enne, che ormai pesa poco più di venti chili, si aggiunge a quella iniziata il 27 giugno scorso quando aveva deciso di rifiutare cure e i medicinali, ad eccezione dei sonniferi. Non è che l`ultima puntata di una lunga vicenda che ha contrapposto in più occasioni Giovanni Nuvoli e sua moglie ai medici dell`ospedale di Sassari dove è stato ricoverato sino a due mesi fa, quando ha fatto ritorno nella sua abitazione di Alghero. A sostenere Giovanni Nuvoli nella sua battaglia anche i rappresentanti dell`associazione Luca Coscioni che recentemente hanno lanciato un appello all`ordine dei notai affinché si potesse trovare una soluzione sulla vicenda del testamento biologico. Una richiesta che segue un fatto preciso: la richiesta di Nuvoli dell`intervento di due notai che certificassero la sua volontà di staccare la spina dal macchinario che lo tiene in vita. Richiesta negata dai due professionisti che spiegarono di non avere la certezza delle volontà dell`ex rappresentante di commercio incapace di parlare senza intercessione di chi sta attorno o del sintetizzatore vocale.