Non abbiamo fatto a tempo a esultare per il successo di un’iniziativa portata avanti dal nostro Paese, la moratoria delle esecuzioni capitali, unico vero atto di civiltà made in italy da molti anni a questa parte, che subito si sono scatenate le squadracce del buoncostume all’amatriciana. E hanno detto moratoria degli aborti, accaparrandosi quella stessa parola per stravolgerne il senso.
Non è sufficiente che uomini che hanno fatto voto di castità, salvo dedicarsi ogni tanto a giovani e giovanissimi adepti, vogliano insegnarci come dobbiamo fare l’amore; non basta che, celibi e intonacati, lorsignori impongano le loro regole alle nostre unioni; truppe di inquisitori stanno tornando per cambiare leggi e diritti acquisiti da tempo immemore.
Eccoli. Dicono: "fermiamo il genocidio", accaparrandosi un’altra parola da stravolgere. Per affermare che l’aborto è un omicidio, per di più un omicidio di Stato, visto che è consentito dalla legge italiana. E, per inciso, ci si chiede come possa una donna cattolica che abbia, con dolorosissima decisione, abortito (e ce ne sono, tantissime) non insorgere contro i sedicenti profeti della Parola di Dio che la chiamano assassina e nazista, mandandoli all’inferno, il loro inferno.
Marciano su Roma, sull’Italia intera, con le loro catene d’oro al collo, spargendo il loro incenso puzzolente e segnando con il dito accusatore queste donne peccatrici. Sarebbero pronti di nuovo a bruciarle, pur di salvare le loro blastule, i loro gameti, i loro feti.
Epperò, possiamo arrivare a dire che è il loro mestiere. Cercare di dettare legge in fatto di etica, di natura umana, di rapporti intimi tra le persone è il mestiere delle gerarchie ecclesiastiche. E la nostra condanna, fine pena mai.
Quello che fa trasalire – e non ci stancheremo mai di dirlo – è che le nostre istituzioni, civili, laiche, democratiche li prendano sul serio. Sempre più sul serio!
Ma la nuova crociata contro la legge 194 ha anche qualcosa di comico: ovvero, che a guidarla sia un personaggio come Giuliano Ferrara. Sì, proprio Ferrara, quello che una decina di anni fa teneva delle Lezioni di sesso in tv! Forse non tutti ricordano le sue performance catodiche in materia di copula, orgasmi, fellatio e così via, perché il programma durò poco. All’epoca gli italiani erano meno stupidi di oggi e il format non ebbe il successo che Ferrara, in uno dei suoi primi deliri di onnipotenza, auspicava.
Oggi, l’onnipotenza del giornalista è cresciuta, la sua intelligenza è diventata un’antonomasia, il suo peso politico (nessuna ironia, vi prego) aumentato. Almeno a giudicare dall’eco che ha avuto la sua proposta sulla moratoria.
E i cosiddetti laici dicono: "ascoltiamo Ferrara e le sue nuove ‘Lezioni di procreazione’"… Quelle sul sesso furono un flop. Queste sull’aborto rischiano di diventare un disegno di legge. Segno che i tempi cambiano. In peggio, molto in peggio.