Nel breve testo della dichiarazione si richiamano le motivazioni alla base della scelta: le donne firmatarie voteranno sì ‘per modificare la legge n 40 nelle parti più ingiuste e sbagliate, che limitano la libertà di ricerca scientifica (referendum 1), che mettono a rischio la salute della donna e del nascituro (referendum 2), che intervengono in ambiti di libertà della persona e della donna in particolare (referendum 3), che ostacolano i progetti di vita delle coppie sterili (referendum 4).’
Inoltre ‘perché la legge n. 40 è ideologica, tipica di uno stato confessionale, mentre noi vogliamo vivere in uno stato laico.
Qual’è il confine – si chiedono le sindacaliste – tra legislazione e scelte individuali che uno stato laico deve rispettare? La legge n. 40 non si pone nemmeno questo problema e invade spazi di libertà, legati a convinzioni morali e religiose, che sono invece diritto di ogni persona”.Per le firmatarie dell’appello la legge 40 ‘è un attacco all’autodeterminazione della donna nel punto vitale della libertà di procreare e del desiderio di maternità e apre la strada ad ulteriori gravi conflitti e arretramenti sulla contraccezione e sulla interruzione di gravidanza’. Per questi motivi le sindacaliste riprendono ‘con forza l’invito della Cgil alla partecipazione al voto, tanto più forte in questa occasione in cui possiamo modificare una legge che mette in discussione la libertà e l’autodeterminazione della persona’.
Una presa di posizione trasparente che s’aggiunge a quella annunciata la settimana scorsa dalle donne che fanno parte del Comitato Centrale della Fiom e delle segreterie regionali del sindacato dei metalmeccanici della Cgil. “C’è una pessima legge – dice l’appello delle dirigenti Fiom – e c’è la possibilità di cancellarla nelle sue parti peggiori, dicendo quattro sì al referendum sulla procreazione assistita.