Ebbene, il sostegno alla medicina palliativa può rappresentare un terreno d’incontro tra posizioni che sembrano inconciliabili. I laici in buona fede che dicono si all’eutanasia e alla morte assistita perché non vogliono veder soffrire inutilmente una persona cara, i cattolici che rifiutano coerentemente l’eutanasia per difendere la sacralità della vita ma altrettanto coerentemente dicono no all’accanimento terapeutico e al suo bagaglio di torture e di pene. La Chiesa stessa è molto chiara su questo punto: «Il dovere del medico», scriveva già Paolo VI, «consiste nell’adoperarsi a calmare la sofferenza invece di prolungare il più a lungo possibile una vita che va verso la sua naturale conclusione» . Giovanni Paolo Il aggiunge come dall’eutanasia vada distinta «la possibilità per il medico di rinunciare ad interventi non più adeguati alla reale situazione del malato perché sproporzionati ai risultati che si potrebbero sperare o perché troppo gravosi per lui e per la famiglia». In molti casi, nella maggior parte dei casi, le terapie contro il dolore allontanano il tormento di una scelta tanto drammatica.
Vita, morte e sofferenza riconquistano la dignità umiliata dalla malattia. Affrancato dal dolore, il malato può ritrovare al termine dei suoi giorni il bene più prezioso: la coscienza di sé e la sua libertà di essere umano. L’applicazione della medicina contro il dolore è molto costosa per un sistema sanitario. E anche molto onerosa dal punto di vista economico e psicologico per i familiari del malato. Ma ancora molto si può fare. Nel campo della ricerca e delle applicazioni. E a dimostrazione di quanto gli interventi in questo settore possono avvicinare anche posizioni molto diverse, con il Partito Radicale e in particolare con Marco Cappato sosterrò un’iniziativa nata proprio durante il dibattito al teatro Parioli: contribuire con iniziative parlamentari nell’ambito della Commissione Bilancio a dare ai tanti malati tagliati fuori dal mondo e rimasti imprigionati nel loro corpo da traumi e patologie del sistema neuromuscolare, la dotazione di quelle speciali apparecchiature elettroniche che permetteranno loro di comunicare con l’esterno anche con un semplice movimento degli occhi.