La ricercatrice Elena Cattaneo critica il verdetto della Corte europea “Un risultato davvero straordinario ma senza brevetto niente terapia”

la Repubblica

Di seguito, l’intervista di “La Repubblica” ad Elena Cattaneo sui recenti progressi della ricerca contro il Parkinson e sulla sentenza della Corte di Giustizia Europea sulla brevettabilità dei farmaci ricavati da cellule staminali.

L’intervista
La ricercatrice Elena Cattaneo critica il verdetto della Corte europea "Un risultato davvero straordinario ma senza brevetto niente terapia"
BIOLOGA Elena Cattaneo coordina il consorzio europeo "Neuro Stemcell"

Elena Cattaneo dirige il laboratorio di biologia delle cellule staminali dell’Università di Milano e coordina il consorzio europeo Neuro-Stemcell, che finanzia anche il laboratorio Usa di Studer.
Come giudica la scoperta?
“E’ il migliore risultato anti Parkinson mai raggiunto dalla ricerca sulle staminali. Le cellule neuronali ricavate in passato dalle staminali embrionali avevano qualche caratteristica dei neuroni del Parkinson, ma non la "carta d’identità" completa dei neuroni veri e propri: la loro sopravvivenza dopo trapianto era bassa e a volte accompagnata da crescite simil-tumorali”
Cosa ci dice questo risultato sullo stato della ricerca sulle staminali?
“Che le embrionali sono le uniche staminali utili a generare questi neuroni. Qualsiasi altra cellula staminale non ha mai risposto ai trattamenti di questo tipo. E questo acuisce un paradosso. Il recente verdetto della Corte di giustizia europea nega la possibilità di brevettare i risultati del lavoro su queste cellule”.
Perché ritenete i brevetti indispensabili?
“Sono l’unico modo che la ricerca ha per attirare l’industria farmaceutica ad investire. Nessun laboratorio universitario potrà mai portare quella scoperta a livello clinico. I brevetti in questo caso non sono una forma di arricchimento personale, ma sociale”.