La pillola del giorno dopo da contracettivo di emergenza ad emergenza

Pillola del giorno dopoPillola del giorno dopoRoma. L’uso della cosiddetta "pillola del giorno dopo" – lo strumento di contraccezione d’emergenza per la quale l’Associazione Coscioni ha chiesto ieri in due diverse conferenze stampa l’abolizione della ricetta – è in crescita esponenziale tra le giovanissime italiane. Nonostante le lamentazioni sui fenomeni di obiezione di coscienza di medici e farmacisti, averla non è così complicato, visto che in un anno, dal 2006 al 20(Y7, le vendite sono passate da 220.000 a 270.000 confezioni, acquistate in più della metà dei casi da ragazze tra i quattordici e i vent’anni.
Vale a dire dall’unica categoria di età, tra le italiane, interessata a un aumento degli aborti (l’otto per cento in più, secondo i dati dell’ultima relazione sull’attuazione della 194, rispetto all’anno precedente) che sono invece in diminuzione per tutte le altre classi d’età.
Basterebbe questa constatazione – rafforzata dai dati europei, che pure indicano come l’aumento dell’uso della pillola del giorno dopo in paesi come Francia, Gran Bretagna, Norvegia, non si accompagna affatto a una diminuzione degli aborti – per confermare che l’uso del Norlevo (nome commerciale del preparato progestinico) è sempre più vissuto dalle ragazze come "ciambella di salvataggio" da usare in modo routinario, mezzo ordinario e non straordinario di controllo delle nascite. Lo ha denunciato recentemente in un convegno a Roma il presidente della Società italiana di ginecologia e ostetricia, Giorgio Vittori, e nella stessa occasione il sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella, ha detto che "le giovani hanno informazioni sbagliate su questo farmaco, e lo assumono in modo preventivo il sabato sera anche prima di un eventuale rapporto a rischio gravidanza".
Ci sono dunque molti buoni motivi, per bocciare l’idea del Norlevo come prodotto da banco sostenuta dall’Associazione Coscioni (la quale ieri ha mobilitato anche la presentatrice tv Camila Raznovieh per lanciare l’iniziativa "Sos Pillola del giorno dopo": prescrizione garantita da presidi medici a Milano e a Roma, dalle 18 di ogni venerdì fino alle otto di ogni lunedì).
Lo stesso foglietto illustrativo del Norlevo dice che il preparato va usato solo in casi eccezionali, che non è sempre efficace nel prevenire la gravidanza specialmente se vi è incertezza su quando è avvenuto il rapporto non protetto, che è sconsigliata la somministrazione ripetuta entro uno stesso ciclo mestruale, per evitare alla paziente un carico ormonale indesiderabilmente elevato e la possibilità di gravi disturbi del ciclo. Inoltre, si dice che è necessario segnalare al medico gli altri eventuali farmaci che si stanno assumendo. Come sia possibile, se la ricetta medica viene èliminata, non si capisce. Si capisce invece che le maggiori utilizzatrici della contraccezione d’emergenza, le stesse adolescenti sempre più inclini a pensare che "tanto c’è la pillola del giorno dopo", ne farebbero un uso sempre più fuori controllo. Rimangono poi da valutare le conseguenze di un’assunzione ripetuta di bombe progestiniche, concepite per bloccare l’ovulazione dopo un’unica somministrazione.
Anche se, su questo aspetto, si vanno infittendo i dubbi: studi recenti, in Spagna e negli Stati Uniti, indicherebbero infatti un’efficacia ridotta della contraccezione d’emergenza rispetto alla vecchia valutazione dell’Oms.
Sempre negli Stati Uniti, in due diverse circostanze e con diverso esito, sono stati valutati casi di obiezione di coscienza di farmacisti alla vendita della pillola del giorno dopo. Nello scorso aprile, un giudice della Corte d’appello federale a Seattle ha confermato la sentenza che consente ai farmacisti dello stato di Washington di potersi rifiutare di vendere la pillola del giorno dopo (come avviene anche in Arkansas, Georgia, Mississippi e South Dakota). Nel 2007 lo stato, governato dal democratico Gregoire, aveva approvato un regolamento che negava ai farmacisti la possibilità di rifiutare, per motivi di coscienza, la vendita di farmaci prescritti dal medico. Il regolamento è stato giudicato incostituzionale, mentre un farmacista cattolico del Wisconsin, che nel 2002 non ha consegnato la pillola del giorno dopo a una cliente, è stato condannato a una ingente pena pecuniaria.