La pillola abortiva divide il governo Fazio: presto il via libera. Ma la Roccella dice no
Ad annunciarlo è stato il viceministro della Salute Ferruccio Fazio: il consiglio di amministrazione dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) «potrebbe riunirsi prima dell’estate e deliberare sulla commercializzazione della pillola abortiva Ru 486 in Italia», ha spiegato. Tempi brevi insomma per veder vendere la pillola al centro di mille polemiche.
Ma, ha precisato, il viceministro, il consiglio di amministrazione dell’Aifa, al momento «deve ancora essere insediato e stiamo aspettando la registrazione della Corte dei Conti. Il nuovo cda – ha concluso – potrebbe riunirsi prima dell’estate». Ma l’annuncio del viceministro, dopo un anno di attesa per la registrazione, deve fare i conti con ulteriori ostacoli. «A oggi nessuna riunione di tale organo è stata messa in calendario, anche perché non è ancora avvenuto l’insediamento del nuovo cda», ha chiarito in una nota l’Agenzia italiana del farmaco. Smentisce i tempi di Fazio, invece, il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella. «Voglio poter rispondere ai parlamentari di entrambe le parti e alla stampa in piena trasparenza», dice il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, e quindi chiede all’Agenzia una documentazione completa perché «sulla Ru 486 ci sono troppe oscurità». Ciò richiede tempo, e quindi, chiarisce il sottosegretario, «penso che tutto questo verrà ripreso in autunno». Sarebbero ventinove, infatti, i morti contro i 16 decessi attribuiti ufficiosamente alla pillola abortiva RU486.
E quindi il ministero del Welfare ha inviato una nuova documentazione al Comitato tecnico scientifico dell’Agenzia per avere ulteriori chiarimenti. «Avevo chiesto alla ditta produttrice una serie di quesiti di natura tecnico scientifica, perché erano emerse perplessità e dubbi sul numero e sulla casistica di situazioni avverse e di morti. Questo anche per rispondere con documenti esaustivi a interrogativi parlamentari. La documentazione è giunta all’Aifa – dice la Roccella – e ora il Cts (comitato tecnico scientifico dell’Aifa, ndr.) mi deve una risposta scritta». «Speriamo che sia la volta buona – ha avvertito invece Silvio Viale, il medico che ha condotto la sperimentazione italiana sulla pillola al Sant’Anna di Torino – E’ da più di un anno che attendiamo la registrazione per potere inserire la RU486 nei protocolli per l’aborto medico, l’aborto chirurgico, l’aborto terapeutico, l’aborto spontaneo e la morte endouterina. Se l’attesa dovesse ulteriormente protrarsi riterrei inevitabile e moralmente lecito il ricorso ad altre procedure per ottenere la RU486».