La legge sul fine vita verso l’aula della Camera

Si prevede che possa andare in aula a Montecitorio alla fine di giugno il disegno di legge sul fine vita che ha terminato ieri il suo iter alla commissione Affari sociali della Camera.

Il testo che fu approvato dal Senato (ddl Calabrò) ha subito qualche modifica, in particolare ha allargato le condizioni che possono condurre a valutare una dichiarazione anticipata di trattamento compilata dal cittadino: non più solo i pazienti in stato vegetativo ma tutti coloro che hanno una incapacità permanente di intendere e volere, accertata da un collegio medico. Di lavoro costruttivo e rispettoso dei principi del nostro ordinamento parla il relatore Domenico Di Virgilio (Pd1), mentre alcuni parlamentari dell’ opposizione esprimono forte contestazione del testo approvato: «Non rispetta la volontà del paziente» lamenta l’ ex ministro della Salute Livia Turco.

Mentre secondo il senatore Raffaele Calabrò, il testo va migliorato in alcune dizioni, ma ha mantenuto l’ intento di ripetere le condizioni del rapporto tra medico e paziente cosciente alla situazione in cui il malato è invece incapace di intendere. L’ onorevole Di Virgilio è soddisfatto del lavoro svolto in commissione: «Abbiamo discusso per dieci mesi ed effettuato 43 sedute. Il dibattito è stato ampio e libero e senza alcuna limitazione: in nessun modo è stato strozzato. Tant’ è vero che sono stati approvati 6 emendamenti del relatore e 13 delle opposizioni».

Il testo è stato leggermente modificato «ma non si sono toccati i punti qualificanti: il no all’ eutanasia, all`abbandono terapeutico, in nome del rispetto della dignità della vita. In definitiva si realizza l’ alleanza terapeutica e sono codificate per la prima volta le norme sul consenso informato. Per quel che riguarda il peso delle dichiarazioni anticipate, si è ripetuta la formula del testo della Convenzione di Oviedo sulla biomedicina, che dice che i desideri del paziente precedentemente espressi saranno presi in considerazione, ma non si può obbligare il medico a eseguirli». Del resto, ricorda Di Virgilio, va ricordato anche che «il progresso scientifico può proporre soluzioni che non erano immaginabili quando è stato scritto il documento».

Una novità è rappresentata dai familiari «che sono stati introdotti per decidere in assenza di un fiduciario». La contestazione dell’ opposizione non sorprende Di Virgilio: «Alcune formule proponevano che il medico fosse trasformato in un puro tecnico, senza autonomia di decisione, al servizio di una autodeterminazione assoluta del paziente». Quanto al nodo delicato della idratazione e alimentazione artificiali, resta stabilito che non possono far parte delle dichiarazioni anticipate e che vanno mantenute fino al termine della vita, ma «si è segnalato precisa Di Virgilio – che vi possono essere casi eccezionali in cui vengono sospese perché possono provocare danni. Se nelle fasi terminali della vita il paziente rischia uno scompenso cardiaco o un edema polmonare per l’ idratazione, o se va incontro a sindrome diarroica per perdita di elettroliti e calcio in caso di nutrizione parenterale».

Questa apertura non basta all`opposizione. «La norma che di fatto impone l’ accanimento terapeutico – obietta Livia Turco – per legge è stato corretta solo marginalmente e in modo pasticciato. Quella mostruosità viola il rispetto della libertà di scelta della persona e l’ autonomia professionale dei medici». Mentre per Benedetto Della Vedova dalla commissione esce «un disegno di legge sul fine vita massimalista sul piano ideologico, fragile su quello normativo e perfino più contraddittorio di quello licenziato dal Senato».

Non ripudia del tutto il «suo» ddl il senatore Calabrò: «Quello che deve restare è che il principio secondo cui io medico mi posso astenere dall’ eseguire un trattamento che mi chiede un paziente se non lo condivido (e nessuno mi può obbligare), vale anche se il paziente è incosciente. Non parlerei di obiezione di coscienza, bensì di rispetto della deontologia del medico. Ritengo però che alcune dizioni del testo vadano migliorate». Di «un passo avanti verso l’ approvazione di una legge che ponga fine al far west delle morti incivili e non rispettose della dignità dell`essere umano, come quella di Eluana Englaro» ha parlato Carlo Costalli, presidente del Movimento cristiano lavoratori.
 

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