“La circolare sul biotestamento è solo un ricatto”. L’Associazione Coscioni accusa: “Una manovra di tipo politico”.

Lisa Cesco

Anche Brescia protesta contro la circolare ministeriale dei ministri Sacconi, Fazio e Maroni sull’illegittimiatà e l’inopportunità dell’istituzione del registro dei biotestamenti nei Comuni italiani. Alla sezione locale dell’Associazione Coscioni sono già arrivate altre 45 firme di cittadini che chiedono l’avvio del registro in città, firme che verranno presto depositate e si aggiungono alle 620 già consegnate in Loggia lo scorso 9 luglio dai rappresentanti dell’Associazione, Anna Facchinetti e Carlo Crocchi. “Il tono della circolare è minaccioso e ricattatorio, perché si profila l’illegittimità dei registri – ad oggine sono stati istituiti 72 in Italia – e si ventila per i sindaci una responsabilità dal punto di vista amministrativo ed economico per l’apertura del registro”, dicono gli esponenti dell’Associazione di Brescia.

Da un anno e mezzo l’Associazione Coscioni e l’associazione A Buon diritto stanno raccogliendo firme fra i cittadini e promuovendo l’istituzione dei registri, la circolare appare quindi intempestiva, “perché se tutto questo era illegittimo, la diffida doveva arrivare molto tempo prima”, spiega Facchinetti. “Viene da pensare che in un momento di grave crisi politica la circolare sia stata emanata come strumento per riaffermare ‘valori forti’, dando braccetto al Vaticano”.
Mentre i sindaci di alcune città come Genova, Rimini e Udine hanno annunciato un ricorso contro la circolare in sede giudiziaria, l’Associazione Coscioni ribadisce che il registro – l’unico strumento a disposizione dei cittadini per scegliere come essere curato in caso di sopravvenuta incapacità e quali terapie rifiutare nel fine vita, e per tutelare il diritto all’autodeterminazione in materia sanitaria sancito dall carta costituzionale – è uno strumento legale che ogni Comune può istituire: il suo scopo è registrare l’esistenza del biotestamento, il luogo dove è conservato, riportarne gli estremi e la data per la certezza della fonte di provenienza. Dal punto di vista legislativo tale diritto è attestato dalla carta costituzionale, dalla convenzione diritti umani di Oviedo, dal codice deontologico dei medici e da sentenze come Welby-Riccio ed Englaro.

“Ogni Comune rappresenta la propria comunità, e nella propria autonomia amministrativa può istituire uno o più registri per fini diversi e ulteriori rispetto a quelli propri di anagrafe, stato civile, elettorale”, ricordano Facchinetti e Crocchi. Un aspetto se mai da perfezionare sta nella modalità di apertura del biotestamento, per rispettare la normativa sulla privacy. Intanto a Brescia l’Associazione Coscioni continuerà a dare battaglia: la mozione suffragata dalle firme raccolte è ferma nelle commissioni Servizi alla persoona e Partecipazione, “dopo due mesi di silenzio avrebbe dovuto tornare in carico al Consiglio comunale; crediamo in ogni caso che da parte della Loggia una risposta ai cittadini sia doverosa”. A Botticino analoga mozione è stata presentata lo scorso 20 agosto con 173 firme e sarà discussa con ogni probabilità dal Consiglio comunale in dicembre.

 

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