L’Unione si divide, i referendari all’attacco

Fassino: scelgo quattro sì, ma la posizione di Rutelli è legittima. Malumore nella Quercia e nella sinistra radicale

MARINA DI GROSSETO – Nella macchina blu, sempre al telefonino. Il panorama della via Aurelia perduto cercando di capire l’ultima mossa di Francesco Rutelli. Piero Fassino più pallido del solito, e poi più che nervoso, amareggiato. Almeno adesso, mentre s’avvia nella pineta con gli addobbi per la Festa dell’Unità, mentre le militanti in pareo gli battono le mani e lui deve mettere su un sorriso fresco da segretario ottimista, venuto a mantenere l’impegno preso da settimane: «Un dibattito per spiegare le ragioni di quattro “sì”. Che, per me, sono quattro “sì” per la vita…».

La campagna elettorale del segretario ds continua. Come se nulla fosse. È questa la risposta politica che ha scelto di dare a Rutelli. Rinviata quindi a lunedì una conferenza stampa in cui proprio dei referendum, e naturalmente d’altro, si sarebbe dovuto parlare. Qui, tra gli stand dove arrostiscono salsicce di cinghiale, ci sono meno telecamere, meno microfoni. Segretario, un altro colpo basso dell’alleato Francesco Rutelli: se l’aspettava, un colpo così, anche sul tema dei referendum? «Mah, insomma… io dico che la posizione di Rutelli è del tutto legittima». Forse comincia ad essere un alleato un po’ faticoso, non trova? «Mah, su…».
Fassino finge di non sentire, allunga il passo. Piccola ressa, una bicicletta che cade, un boccale di birra che si rovescia. Ma è sul palco, che Fassino vuol andare. Per sedersi e non essere incalzato. Per poter dire a Rutelli ciò che, evidentemente, ha deciso di dirgli dopo tre ore di viaggio. E molte riflessioni. «Sì, certo, l’ho sentito anche io… Rutelli invita all’astensione. Beh, io penso che astenersi sia un po’ un trucco. Voglio dire che astenersi, e non andare a votare, in un referendum che prevede il quorum, equivale a dire “no”. Sarebbe più trasparente, molto più trasparente invitare a votare o “no” oppure “scheda bianca. Purtroppo assistiamo ad una campagna elettorale scarsamente civile e serena. E poi… poi, ecco, io so che anche tutta una serie di esponenti della Margherita andranno comunque a votare…».
Ci sono applausi, grida di evviva. Le risposte di Fassino a Rutelli, pur non contenendo dosi massicce di polemica, piacciono lo stesso ai militanti. Che sono informati pure sulle reazioni di altri personalità politiche. I cronisti delle radio e dei tigì locali riferiscono infatti ciò che hanno letto sulle agenzie di stampa e grande apprezzamento c’è per le dichiarazioni di Enrico Boselli, Sdi: «Le tesi di Rutelli sono in netto contrasto con la modernizzazione civile e con lo sviluppo per la ricerca scientifica. La sua posizione è tra le più arretrate che si possano concepire».
La ds Barbara Pollastrini, da mesi impegnata nella campagna referendaria, sottolinea invece quanto «l’invito all’astensionismo dimostri, in realtà, il rifiuto di ogni dialogo». Mentre, spiega il verde Alfonso Pecoraro Scanio, «dovremmo tutti impegnarci per cambiare una legge oscurantista ormai rinnegata persino da molti di coloro che pure la votarono in Parlamento». Per il segretario dei Radicali, Daniele Capezzone, «l’astensione di Rutelli è un motivo in più per invitare i simpatizzanti della Margherita a un voto che aiuterà a far nascere più bambini, e a sperare di poter guarire tante terribili malattie». Anche l’impegno di Antonio Di Pietro non manca. E non mancano neppure le sue critiche a Rutelli. «Il quale dovrebbe rispettare maggiormente le posizioni degli alleati della Fed che voteranno per il “sì”…».
Ecco, appunto, ci siamo: la Fed, il rispetto per la Fed, e poi la voglia di restare uniti, e di restarci, se possibile, con Prodi al timone del comando. I militanti diessini di Marina di Grosseto chiedono al loro segretario rassicurazioni. E lui, Fassino, non si sottrae. «È vero, all’interno dell’Ulivo sono emerse divergenze, ci sono state polemiche forti e… e però, ecco, io dico che possiamo, anzi dobbiamo trovare un punto di mediazione. La Margherita vuole presentarsi con un simbolo proprio? Io continuo a credere che meglio sarebbe schierarci sotto il simbolo di Uniti per l’Ulivo, che ci ha portati al trionfo nelle regionali…».
Fassino conosce l’arte del comizio. Conosce le pause. C’è sempre bisogno d’una pausa, prima dell’affondo: «In ogni caso, parliamone. Discutiamo. L’importante, infatti, è capire se andiamo tutti nella stessa direzione. Perché questo, nelle ultime settimane, non è stato purtroppo molto chiaro».

Fabrizio Roncone