L’ Eldorado del sangue cordonale

G. Latini

sangue cordonaleSecondo molti addetti ai lavori, l’uso delle staminali per la cura di malattie gravi è una delle aree scientifiche di ricerca più promettenti dell’ultimo decennio. Tanto che parallelamente alla ricerca è stata creata una vera e propria industria che gestisce la commercializzazione e l’implementazione clinica delle scoperte o delle ipotesi scientifiche. Una delle aree prominenti in questo campo è quella della conservazione del cordone ombelicale.

Le prime raccolte per la crioconservazione sono state effettuate nel 1988. Soltanto negli Stati Uniti, nel giro di 17 anni i campioni raccolti privatamente sono diventati 130míla, con una crescita del 79% sul 2003 e con un mercato che nel 2004 valeva circa 120 milioni di dollari e puntava a crescere ulteriormente per arrivare a quota 1 miliardo entro quest’anno. Le speranze di profitto di queste aziende si basano su un tasso di penetrazione molto basso, dato che secondo una delle banche private del settore, l’americana Cord Blood America, nel 2006 negli Usa, su 4 milioni di nascite l’anno, veniva raccolto solo il 5% dei cordoni ombelicali, il 57% dei quali presso centri privati, quota che negli anni è salita progressivamente al 61% circa. A livello mondiale, invece, secondo i dati pubblicati in occasione dell’ultimo World Stem Cell Summit, attualmente le banche pubbliche raccolgono l’l% dei campioni, contro il 5% medio dei privati, quota che però in alcuni Paesi arriva a1 15 per cento.

L’industria della conservazione del cordone ombelicale, composta da circa 200 aziende, 35 circa delle quali nordamericane, 33 europee, 23 in centro e sud America, 20 in Asia e Medio Oriente, 6 in Australia e Nuova Zelanda e 2 in Africa, punta sulla promozione delle attese circa la crescita della necessità di utilizzi autologhi, anche se i dati scientifici in merito sono ancora a livello di studi preclinici. Complessivamente, in ogni caso, secondo il responsabile marketing della Biosafe, Toby Hamblin, «il mercato è chiaramente ancora in crescita e la quota di raccolta autologa degli oltre 500mila campioni che ogni anno entrano in crioconservazione, ha dei tassi di crescita del 60% circa». Secondo il manager israeliano del settore Amnon Pelz, che ha contato in 3 milioni i campioni di cordone attualmente crioconservati per l’80% in centri privati, in futuro la lista di prodotti che nell’immediato futuro potrebbero essere «offerti» si espanderà probabilmente e includerà diversi tipi di staminali come quelle mature estratte dal sangue periferico, quelle del midollo, del grasso, quelle pelviche e quelle raccolte da tutte le altre fonti. «Come evidenziano i dati stessi, la conservazione del cordone è un settore in forte crescita – ha sottolineato Pelz durante il World Stem Cell Summit -.

Le stime rivelano che l’industria delle banche del cordone nei prossimi cinque anni crescerà a un tasso annuo del 5-10% (banche piccole) e del 30% circa (banche grandi). Il mercato chiave è costituito dal Nord America (30%) e dall’estremo oriente (30%). E inoltre stato previsto che tutte le banche avranno bisogno di una copertura assicurativa e che l’industria assicurativa che coprirà il settore nei prossimi 5 anni crescerà a un tasso di entità analoga per raggiungere un valore stimabile in 1,5 miliardi di dollari».  

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