Dispiaciuta ma non sorpresa dalle polemiche Maura Cossutta , figlia di Armando («oggi papà non l’ho neppure sentito»), da un mese al lavoro nel gabinetto del ministro Turco che le ha affidato il settore della salute materno-infantile. Un «ritorno» dopo l’esclusione dalla rosa delle candidature per i Comunisti italiani nelle ultime elezioni.
Per l’Udc lei è un lupo tra le pecore.
«Non sono un lupo e lo dimostrerò a chi usa toni da provocazione. A loro ricordo che sono medico e prima di essere distaccata al ministero lavoravo nel servizio di immunoematologia dell’ospedale Forlanini-San Camillo. Raccoglievo cellule staminali per i trapianti di midollo. Penso di avere esperienza e titoli per occuparmi di queste cose».
Però ha apertamente osteggiato la legge 40. Come pensa di conciliare le sue idee con l’incarico?
«Ripeto, non cerco lo scontro ideologico. Non rinnego la mia cultura, né affermo di voler scindere la mia persona. Credo nelle battaglie sostenute, ma ho sempre usato lealtà e correttezza e così faro anche adesso».
Cosa andrebbe cambiato nelle linee guida?
«Correggerle dove non sono coerenti con la legge 40, cioè nei passaggi criticati in modo trasversale quando vennero approvate. Siamo persone serie, non intendiamo imboccare scorciatoie per cambiare la legge».
Dimenticata la delusione per la scelta di Diliberto di tenerla fuori dalle elezioni?
«Ho voltato pagina, acqua passata».