Per me non c’era mica da chiedersi il perchè. E una comunità che ormai conosco da “Siamo tutti là fuori” del 2003. Ho conosciuto persone che mi fanno stare bene, persone di grande sensibilità spirituale e artistica che sanno bene cosa vuol dire amare con sentimenti puri e autentici. Io sono stata felice e orgogliosa di aver ricevuto questo invito.
I perché te li chiedi quando senti un tormento: io, invece, in queste occasioni, locali o nazionali che siano, sento empatia, armonia, voglia di stare insieme. La domanda fa riferimento ai pregiudizi che ci sono nei confronti di questa comunità: io cerco, con serenità, di trasmettere la normalità di vivere ogni persona, qualsiasi sia la sua sessualità quando rispetta le personalità degli altri. E cosa importa se ad una persona piace il vino o la birra?
Parteciperai anche al concerto DONNE PER IL SI. Credi che la musica possa aiutare i temi del sociale?
La musica viene sempre più usata! Come contorno in programmi televisivi, come jingle pubblicitari, come tormentoni estivi, come sottofondo ad immagini.
Ha perso al sua centralità nel trasmettere le e mozioni che ci attraversano personalmente o quando facciamo parte di una collettività. il mio nuovo album “un Mondo Perfetto” ha alcune canzoni che appartengono al “sociale”. A me piace, guardare, sentire e, quindi, raccontare le emozioni che ci legano, che ci fanno sentire insieme o che, comunque, devono riguardarci. La musica è, per definizione, un linguaggio sociale che può ancora combattere l’individualismo e l’indifferenza perchè sa creare senso di unione.
Voterai quattro SI al prossimo referendum? Perché?
SI X 4 SI! intanto andò a votare perchè odio pensare che qualcuno decida per me quando (sono casi rari) come cittadino sono chiamata ad esprimere una mia opinione. e poi non voglio che chi ha un’opinione contraria alla mia possa puntare sull’astensionismo e decidere le sorti delle donne italiane in modo non democratico. Far vincere l’indifferenza su temi che riguardano la salute psico – fisica di una donna ci rende più stupidi!
La legge 40 è medioevale. Un SI per liberare la ricerca scientifica da una falsa e vuota morale. Un SI per il rispetto della salute della donna con diagnosi genetiche pre – impianto. Un SI per i diritti civili della donna: la vita umana esiste quando c’è una esistenza fisica e un a coscienza di quella esistenza e non ho paura di dire questo da credente e cristiana! Un SI per i diritti civili di persone affette da malattia: perchè la sterilità è la malattia del millennio e non si può impedire ad una coppia la più grande felicità del mondo: quella di amare un figlio!
Il tema del Gay Pride di quest’anno sarà il PaCS, la legge per le coppie di fatto. Cosa pensi delle unioni tra persone dello stesso sesso?
Già nel 2003 avevo rilasciato un intervista su questo tema, indicando che sarebbe stato il campo di battaglia futuro per la comunità gay. le coppie di fatto tra persone dello stesso sesso esistono e non si possono ignorare. io credo nell’unione tra persone, non credo che sia importante il loro sesso ne tanto meno la loro sessualità! Il vuoto legislativo dimostra l’imbarazzo di non poter imporre un divieto (incivile e non democratico) delle unioni tra persone dello stesso sesso! Allora per qualcuno è meglio non legiferare: così si risparmiano quei quattro soldi che si riconoscono alle famiglie come agevolazioni fiscali e si evita l’imbarazzo di non saper rappresentare culturalmente la civiltà italiana in tutte le sue minoranze. Credo che la civiltà di una nazione si misura dal rispetto che ha delle minoranze.
E delle adozioni per le coppie gay?
Mi sembra una naturale conseguenza del riconoscimento delle coppie di fatto tra persone dello stesso sesso! Non capisco chi pone l’ostacolo della essenzialità del ruolo della madre e del padre nell’educazione del figlio: non li capisco quando non pongono gli stessi ostacoli anche per i figli di coppie separate o divorziate che rimangono, in un certo modo, senza una figura educativa durante la loro crescita!
e poi ne faccio una questione di opportunità sociale: meglio un bambino chiuso in un orfanotrofio sperduto nel mondo o un bambino amato da due persone che si amano?
Nel mondo GLBT già si parla di te come una ICONA GAY. Ti riconosci in questo ruolo?
Io non riconosco me stessa pensa se mi riconoscono in un ruolo. Dico solo che è lusinghiero tutto questo affetto da parte di persone che amano, lavorano, seguono la loro natura, hanno una gran voglia di vivere, che non hanno chiusure nei confronti persone eterosessuali, che non sanno usare la discriminazione perchè l’hanno conosciuta e subita, che lottano per i propri diritti civili contro il “pregiudizio” di chi non li conosce e nascondono ipocritamente la loro paura di ciò che non conoscono dietro il nome “perversione” per non dimostrarsi più deboli.
I tuoi modi di fare e il tuo look fa impazzire un sacco di donne gay. Ti piace essere l’oggetto del desiderio di alcune donne o ti infastidisce?
Parlando di questo con un mio amico gay mi faceva notare che quello che alla comunità è sempre piaciuto delle sue icone è sempre stato quell’essere fortemente “Donna”. Donna con la D maiuscola come diceva una famosa canzone. Penso che non incuriosisce la mia eterosessualità ma piace la mia femminilità un po’ androgena, un po’ misteriosa e, per questo, inquietante! Quello che indosso, come mi trucco, riflette la mia personalità e i miei contrastanti stati d’animo. Che le persone e, sopratutto, le donne abbiano conosciuto e riconosciuto gli aspetti contrastati della mia personalità è una conquista per me importantissima. significa ritrovarsi in una delle tante forme e formule della natura… umana