MARIA ANTONIETTA FARINA COSCIONI. Vorrei rivolgere due domande al sottosegretario.
Lei ci ha illustrato quanto già conoscevamo. Come ha detto, era tutto pubblicato sul sito del Governo. In questi mesi, da
quando le linee guida sono state pubblicate e presentate a Milano, ne sono stati evidenziati pro e contro. Mi sarei, quindi, aspettata che in audizione lei ci fornisse alcuni elementi. Come sappiamo, le linee guida sono state elaborate dal Governo precedente, che ha convocato un tavolo tecnico formato da esperti, dal mondo delle associazioni e dagli operatori, conclusosi con la relazione che oggi ci è stata illustrata.
Ci ha detto che queste linee guida sono raccomandazioni e pertanto non sono vincolanti. Le chiedo quindi innanzitutto che cosa intenda fare il Governo nei prossimi mesi. Visto che non sono vincolanti, ritiene utile rivederle e, se sì, quali punti delle linee guida il Governo attuale intende rivedere, ampliare o sviluppare?
Non vorrei essere fraintesa e non intendo polemizzare, ma mi pare che il Parlamento, dopo la pubblicazione delle linee guida, si sia mosso con un po’ di ritardo. Anche se io personalmente, con gli altri colleghi radicali, nel gennaio del 2011, dopo il Congresso internazionale di Autism-Europe di Catania, ho presentato una risoluzione in Commissione che non è stata mai stata calendarizzata, ci siamo già interessati di queste problematiche. Vorrei che ora si passasse dalle parole ai fatti.
Credo che, piuttosto che avviare un’indagine conoscitiva, che ha i suoi tempi, dovremmo considerare il lavoro del tavolo tecnico come una base di partenza. Non penso che sia utile ripetere il lavoro già compiuto. Forse non sarà completo e non includerà le istanze di tutte le parti, ma come base di riferimento abbiamo le raccomandazioni del Ministero. Preferisco chiamarle così anziché linee guida, perché le linee guida sono atti di indirizzo parzialmente vincolanti, mentre, come ci ha detto il sottosegretario, abbiamo di fronte delle raccomandazioni non vincolanti.
Io ritengo che la Commissione dovrebbe partire da qui e impegnare il Governo. Credo che la presentazione di risoluzioni da parte di tutti i gruppi potrebbe dare più forza al nuovo Governo, senza annullare quanto è stato fatto dal vecchio. Non avvierei un’indagine conoscitiva perché, collega Binetti, non mi è chiaro quale sarebbe l’obiettivo. Un conto è un’indagine conoscitiva e un conto è audire eventualmente i soggetti che si sentono discriminati.
Infine, non ho giudicato in modo positivo la scelta, sicuramente politica, di tenere una conferenza stampa prima di aver ascoltato le proposte in merito a questa patologia del nuovo Governo.
Attendo la risposta del sottosegretario e auspico che la Commissione possa aiutare il Governo impegnandolo a operare, piuttosto che ricominciare tutto da capo.