Int. a G. Fasani: «Anch’io, cattolico, ho votato a favore e Ci siamo ispirati alle parole di Martini»

di C. Del.
CREMONA Si era partiti con i funerali religiosi negati a Piergiorgio Welby, con i cattolici che chiedevano l’incriminazione per omicidio o l’arresto del dottor Riccio. È andata a finire che a Cremona anche i medici di ispirazione cattolica hanno votato per l’archiviazione del procedimento disciplinare del loro collega.

E allora: come hanno trovato pace il cristiano e il medico di fronte a una decisione così delicata? Giovanni Fasani, pediatra dichiaratamente cattolico, tra coloro che sedevano nella commissione che ha giudicato Riccio la spiega così: «La presa di posizione del cardinal Martini ci ha aperto gli occhi, è stato un faro per me, ma credo per tutti noi».

L’arcivescovo emerito di Milano, mentre infuriava il caso Welby aveva avuto parole controcorrente e spiazzanti. Ma cosa in particolare ha colpito, nel discorso del prelato? «Ha distinto con chiarezza – racconta – il confine tra eutanasia e rinuncia alle cure. Ha ricordato che il malato ha diritto a una sopravvivenza dignitosa e che il catechismo non è palesemente contrario allo stop delle terapie».

Da qui la decisione di chiudere il «caso Riccio». Una decisione condivisa fino in fondo dal medico cattolico?
«Da parte mia si, anche se è stato un cammino sofferto. Non esistevano precedenti, testi, termini di paragone sul quale fondare il nostro giudizio. L’intervento di Martini ha tagliato la testa al toro». Ora però il precedente si è creato; dovesse trovarsi di fronte a un caso analogo, il dottor Fasani si comporterebbe come il suo collega? Risposta diplomatica ma rivelatrice di un travaglio della coscienza: «Difficile parlare fino a quando non si ha di fronte una situazione concreta. Mi viene da dire che almeno all’ inizio tenterei di convincere il paziente a proseguire nelle cure. Ma in astratto, e in questo momento, come si fa a dire? ».

Il pediatra ha condiviso la decisione di non sanzionare chi stacco il respiratore di Piergiorgio Welby: condivide anche l’atteggiamento di chi ha negato le esequie in chiesa al malato? «Credo che sull’atteggiamento della Chiesa – risponde Fasani – abbia influito il clamore che ha accompagnato la vicenda: forse non ci si e voluti accodare al significato che quella morte rappresentava, forse sarebbe bastato un po’ più di silenzio e nessuno avrebbe avuto da ridire sui funerali in chiesa».