Int. a E.Boncinelli: «Un esperimento che può salvare una vita»

di Evelina Perfetto
Boncinelli: una speranza per una prognosi infausta

«Cellule bambine per guarire il cervello di bambini». Edoardo Boncinelli, docente di biologia e genetica all’Università Vita e Salute del San Raffaele di Milano. così commenta, con un delicato accenno poetico, la notizia del prossimo primo trapianto nel cervello umano di cellule staminali. Quelle cellule da lui appunto denominate bambine, perché ancora «acerbe», ancora incerte sul futuro ruolo e sui compiti che prenderanno nell’organismo.
Professore Boncinelli, perché la rigorosissima Fda ha dato via libera a questo trapianto?
«Perché è una speranza, anche se ancora tutta da dimostrare, che viene data a bambini portatori di una patologia con una prognosi assolutamente infausta. E che sono inoltre i soggetti ideali per questo tipo di esperimento. La malattia di Batten è causata dall’incapacità delle cellule cerebrali di produrre un particolare enzima, indispensabile alla loro sopravivenza. Se le cellule staminali trapiantate riusciranno a produrre anche piccole quantità di questo enzima, il danno sarà eliminato o almeno ridotto. In pratica, i genetisti ed i chimici di Stanford sperano che anche se poche staminali rimarranno nella zona del trapianto, saranno sufficienti a produrre quantità sufficienti di enzima».
Un trapianto di cellule che funziona come un trapianto di geni?
«Si, questa tecnica potrebbe essere un ottimo sostituto alla terapia genica, che finora ha dato risultati positivi in non molti casi, in tutte quelle malattie in cui bastano poche cellule sane per produrre quell’unica sostanza che l’organismo non è in grado di produrre a causa di un difetto genetico».
Ma qual è la differenza fra cellule staminali fetali e cellule embrionali?
«Poiché il feto è in uno stadio di sviluppo molto più avanzalo dell’embrione, le staminali fetali sono meno totipotenti di quelle embrionali pur essendo ancora abbastanza indifferenziate. Ma se ne possono avere in grandi quantità dagli aborti spontanei e quindi aggirano molti tipi di obiezioni etiche.»