Si vuole verificare che non vi siano state prescrizioni dubbie che possano far pensare a un suo utilizzo per l’aborto semiclandestino
Somministrazione di farmaci in modo pericoloso per la salute pubblica. Questo il reato ipotizzato nel fascicolo aperto, al momento contro ignoti, dal procuratore aggiunto torinese Raffaele Guariniello su un medicinale gastroprotettore utilizzato per l’ulcera, che ha come principio attivo il misoprostolo, potenzialmente abortivo in caso di sovradosaggio o uso improprio, controindicazione indicata anche nel foglietto illustrativo.
Quello che vuole chiarire la procura, che ha delegato i carabinieri del Nas a svolgere accertamenti e che dovrà ora affidare una consulenza chimica, è non solo se il farmaco possa causare dei danni se usato impropriamente ma, soprattutto, in che modo viene prescritto. Si tratta, infatti, di un medicinale che necessita di ricetta non ripetibile e ora gli accertamenti degli inquirenti dovranno valutare se ci siano casi di prescrizioni dubbie che possano far pensare a un suo utilizzo non per lo stomaco ma per indurre l’aborto.