La settimana scorsa invitavamo al rispetto nei confronti di Luca Coscioni, per poter dialogare con lui sul tema terribile della morte (il mistero della morte) da uomini liberi. Sarebbe bello poterlo fare, se Coscioni potesse resistere al vezzo – al vizio – di insultare preventivamente quelli con cui vorrebbe dialogare, per poi accusarli di non esserne capaci. Ecco il Coscioni più recente (Panorama): «Viviamo in un Paese dove per i sedicenti difensori della vita, in realtà paladini del martirio e della morte, il diritto al suicidio esiste gia…», eccetera. Subito dopo invita Ruini e il Vaticano a «non scagliare anatemi religiosi contro chi decide di mettere fine alla propria esistenza». Prima ti sputo in faccia, poi ti invito a fare come dico io. Dispiace dirlo a uno come Coscioni, ma se non è fondamentalismo autoritario e violento questo, che sarà mai?
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