Anche il Senato ha approvato all’unanimità la Proposta di Legge n. 907, presentata l’8 maggio del 2008 dalla deputata radicale Rita Bernardini e sottoscritta da esponenti politici di tutte le forze presenti in Parlamento, che era stata approvata nei giorni scorsi alla Camera, sempre all’unanimità.
Come auspicato nei giorni scorsi, il passaggio al Senato della Proposta di Legge n. 907, presentata l’8 maggio del 2008 dalla deputata radicale Rita Bernardini e unanimemente approvata alla Camera il 29 aprile, è stato molto rapido. Il provvedimento, che non ha subìto modifiche rispetto al testo approvato alla Camera, è stato approvato anche da Palazzo Madama ed è quindi Legge, ciò che in futuro consentirà a migliaia di persone con gravi disabilità di votare a domicilio.
Questa nuova Legge modifica la Legge 22/06 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 3 gennaio 2006, n. 1, recante disposizioni urgenti per l’esercizio domiciliare del voto per taluni elettori, per la rilevazione informatizzata dello scrutinio e per l’ammissione ai seggi di osservatori OSCE, in occasione delle prossime elezioni politiche), che consentiva di votare a domicilio esclusivamente alle persone con disabilità «che si trovino in condizioni didipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali», escludendo cioè tutte le altre persone con gravi o gravissime disabilità, ritenute «trasportabili» poiché non dipendenti in modo «continuativo e vitale» da un’apparecchiatura. Ora, invece, il voto a domicilio viene esteso anche a coloro che, pur non dipendendo in modo «continuativo e vitale» da un’apparecchiatura elettromedicale, sono affetti da gravissime disabilità che ne rendonoimpossibile l’allontanamento dalla propria abitazione.
Va ricordato che l’Aula ha approvato anche un Ordine del Giorno che impegna il Governo «ad adottare ogni misura necessaria al fine di rendere per quanto possibile operativo, in via sperimentale, l’esercizio del voto domiciliare per gli elettori ammessi, già a partire dalla prossima tornata elettorale fissata per i giorni 6 e 7 giugno e ad assicurare una piena attuazione della Legge per le successive elezioni».
Apprendiamo dalle Agenzie di Stampa che grande soddisfazione per il sì è stata espressa in modo unanime e in particolare dal presidente di turno dell’Assemblea, Vannino Chiti, del Partito Democratico, che ha voluto ribadire «l’importanza di una Legge che garantisca a tutti un diritto politico, il diritto di voto» e ha invitato i mezzi di informazione a «dare ampia comunicazione di questa legge».
Apprendiamo dalle Agenzie di Stampa che grande soddisfazione per il sì è stata espressa in modo unanime e in particolare dal presidente di turno dell’Assemblea, Vannino Chiti, del Partito Democratico, che ha voluto ribadire «l’importanza di una Legge che garantisca a tutti un diritto politico, il diritto di voto» e ha invitato i mezzi di informazione a «dare ampia comunicazione di questa legge».
La Legge approvata stabilisce che «gli elettori che si trovano in una situazione di minorazione prevista dall’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ed impossibilitati a spostarsi autonomamente dalla propria dimora per qualsiasi motivo, sono ammessi al voto nella predetta dimora».
Per avere questa possibilità, l’elettore deve inviare tra il quarantacinquesimo e il trentesimo giorno antecedente la data della votazione una richiesta scritta in carta libera, nella quale deve essere attestato «il motivo per il quale si chiede di esprimere il voto presso la propria dimora e la comunicazione dell’indirizzo completo presso il quale si intende essere ammessi al voto».
La richiesta dovrà poi essere inviata all’Ufficio Elettorale del Comune nelle cui liste elettorali l’interessato è incluso, corredata da una copia della tessera elettorale e del certificato comprovante la disabilità e dal certificato del medico di base che dichiara la persistenza della situazione di gravità e l’impossibilità ad allontanarsi autonomamente da casa.
Per avere questa possibilità, l’elettore deve inviare tra il quarantacinquesimo e il trentesimo giorno antecedente la data della votazione una richiesta scritta in carta libera, nella quale deve essere attestato «il motivo per il quale si chiede di esprimere il voto presso la propria dimora e la comunicazione dell’indirizzo completo presso il quale si intende essere ammessi al voto».
La richiesta dovrà poi essere inviata all’Ufficio Elettorale del Comune nelle cui liste elettorali l’interessato è incluso, corredata da una copia della tessera elettorale e del certificato comprovante la disabilità e dal certificato del medico di base che dichiara la persistenza della situazione di gravità e l’impossibilità ad allontanarsi autonomamente da casa.
Ci uniamo, quindi, alla soddisfazione di tutti quelli che si sono battuti per questo risultato e della stessa Rita Bernardini, che solo pochi giorni fa aveva dichiarato: «Ringrazio tutti coloro che in questi giorni, sollecitati da un’iniziativa nonviolenta di dirigenti e militanti radicali, hanno voluto richiamare l’attenzione del Parlamento su questo tema. Sin dal primo momento abbiamo voluto che questa legge fosse la legge di tutto il Parlamento perché, finalmente, dopo 61 anni di un diritto costituzionale negato, poniamo fine all’odiosa discriminazione che fino ad oggi ha impedito di poter esercitare il diritto di voto a chi per grave disabilità non è in grado di recarsi al seggio elettorale. Se anche il Senato non opporrà ostacoli temporali, avremo assicurato anche in Italia, come in tutta Europa, il "suffragio universale"». E, fortunatamente, così è stato. (S.B.)