Se il Pd vuole riconquistare la fiducia dei suoi avviliti elettori e soprattutto trovarne di nuovi, così da poter affrontare con qualche speranza di vittoria le elezioni politiche del 2013, deve scegliere pochi temi particolarmente sentiti dai cittadini e su quelli formulare proposte che segnino una coraggiosa rottura con i silenzi e le ambiguità del passato (ha due annidi tempo per farlo, ma il discorso diverrebbe drammaticamente urgente nel caso di elezioni anticipate). I temi e le relative proposte sono quattro. L’evasione fiscale, il più ripugnante tra i reati economici ed il più grave, visto che nel 2009 ha superato i 100 miliardi di euro.
Il solo modo per batterla – come dimostra l’esperienza degli USA, dove in sette anni sono state arrestate per questo reato 11.700 persone, condannate mediamente a 30 mesi – è una legge che preveda per i grandi evasori da tre a cinque anni di carcere, la cancellazione dagli albi professionali per i professionisti ed il ritiro della licenza per i commercianti. Si potrebbe recuperare il 50% della evasione, cioè 50 miliardi di euro. Il costo della politica. Riducendo del 30% il numero dei parlamentari e dei consiglieri degli enti locali, abolendo il livello elettivo delle province e gran parte delle comunità montane, fissando un tetto alle retribuzioni degli eletti, disboscando la foresta delle aziende a partecipazione pubblica che fanno corona ai vari enti locali, si potrebbero recuperare altri 50 miliardi di euro l’anno. Sommando queste due voci, si giunge a 100 miliardi di euro l’anno di maggiori disponibilità .
I diritti civili. I punti principali sono: legge sul testamento biologico; indagine e conseguente dibattito parlamentare sulla eutanasia clandestina; legge sulle unioni di fatto; revisione della legge 40; leggi "inclusive" e non razziste sugli immigrati e la società multirazziale in cui vivremo; piano carceri e sostituzione, ove opportuno, delle pene detentive con attività di utilità sociale. Il ripristino della legalità, partendo dalla totale trasparenza della Sanità e della Pubblica Amministrazione in generale. I 100 miliardi derivanti dalle prime due proposte vanno utilizzati prevalentemente in tre direzioni: 1) i settori che condizionano il futuro del Paese, a partire dalla ricerca, dalla scuola (il 70% degli italiani è pressoché analfabeta o analfabeta di ritorno) e dall’università (per la quale lo Stato spende 8/9 miliardi l’anno, la metà del costo delle inutili province) ; 2) i problemi del lavoro, che la Costituzione pone a fondamento della Repubblica; 3) una efficace politica di solidarietà sociale Con questi impegni di programma mi iscrivo al PD ed assumo un impegno di militanza e di proselitismo nei confronti dei tanti amici e compagni che condividono le mie idee.
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