Una povera donna in coma è usata contro il capo dello Stato secondo le istruzioni dell’autorità religiosa
Molti italiani si sono resi conto della gravità di ciò che sta accadendo in queste ore in Italia quando hanno visto Emma Bonino al tavolo di TV7, davanti al direttore del Tgl Riotta e accanto a Eugenia Roccella, che da scrupolosa impiegata, raccontava – per conto del suo principale Sacconi – fatti e circostanze inesistenti su Eluana Englaro, offriva dati che avrebbero indignato non solo uno scienziato ma anche un medico condotto.
La vicepresidente del senato Emma Bonino, di solito fredda e rigorosa argomentatrice di fatti veri e verificati, non nascondeva una disperazione che andava molto al di là della facile, istantanea negazione del tentativo della sottosegretaria di fare apparire vivo un cadavere. La Bonino, quando ha superato tormento ed emozione ed è riuscita a parlare, ha svelato la parte più misera di ciò che sta squassando le Istituzioni con la cupa violenza di un colpo squilibrante alla più alta carica dello Stato: l’ordine Vaticano è di impedire qualsiasi legge di tipo europeo sul testamento biologico, detto, nel giro dei cardinali e di Berlusconi, "eutanasia", o "cultura della morte".
Dunque si trova d’urgenza un rimedio o con un decreto illegale che il Presidente della Repubblica ha impedito – con una legge da fare in tre giorni che sia la pietra tombale ad ogni tentativo di testamento biologico. Qui di internazionale non c’è nulla. C’è un mondo pericoloso, in cui il rischio di distruzione della delicata struttura giuridica del Paese non ferma la convulsione che Berlusconi sta infliggendo alle Istituzioni nel suo vendicativo furore contro il presidente della Repubblica. Tutto è misero, locale. Ma immensamente pericoloso.
Nella drammatica edizione del programma "Linea notte" del Tg3, che il direttore Antonio Di Bella, la sera del 6 febbraio, ha presentato come "il momento più grave della nostra storia", due importanti notisti politici, Massimo Franco del "Corriere della Sera" e Federico Geremicca de "La Stampa, sono stati attenti a definire il comportamento di Berlusconi "legittimo" (Geremicca) e a far notare l’indebita intrusione del presidente della Repubblica (Franco). La prudenza non è mai troppa.
Intanto altri deputati Radicali avevano organizzato un sit-in con Pannella davanti a Palazzo Chigi per impedire che si perdesse il filo del grandissimo evento: una povera donna in coma usata contro il presidente della Repubblica secondo le istruzioni della Autorità religiosa, nel tentativo di imporre all’ Italia un modello di sharìa vaticana.
Ma cerchiamo di mettere in prospettiva il tetro evento. Il mondo attraversa una crisi profonda, dall’ esito incerto con cui si confrontano i leader e le teste pensanti del mondo. L’Italia, come se non fosse parte della crisi del mondo, è improvvisamente stravolta da una violenta guerra intestina lanciata da un uomo che del mondo non sa e non vuole sapere e si annoia del mestiere di governare. Il presidente del Consiglio si è trincerato in un Paese piccolo piccolo stretto fra le imperiose istruzioni del Vaticano da un lato, la stanza di una povera morta dall’altro ("non vi rendete conto che è morta da diciassette anni?", ha detto il primario anestesista che l’ha accompagnata a Udine), il decreto illegale contro una sentenza che è un po’ delirio ("Eluana Englaro può procreare") un po’ colpo di potere politico fondato sul progetto di resuscitare Eluana per farne omaggio al Papa. E il tutto messo in movimento, nella microstanza dei bottoni di Berlusconi, da una caparbia volontà di scansare l’ostacolo legale costituito dal Capo dello Stato, per occupare tutto lo spazio, spossessare il Parlamento e affermare il diritto di governare da solo, per decreto, come Peròn e Pinochet, ma con la benedizione vaticana e la immaginetta falsa della povera morta. Sul fondo, non dimentichiamo, ci sono le elezioni in Sardegna.
Si deve a Marco Pannella la notizia della strana "par condicio" in quella campagna elettorale. Pochi secondi ogni giorno sono concessi a Soru, intere mezze ore a Berlusconi. "Fra poco chiuderanno Radio Radicale" ha detto ieri Pannella. Adesso sappiamo che un evento del genere è possibile. E non è una consolazione per chi aveva visto e denunciato il pericolo istituzionale Berlusconi da alcuni anni. Ora il pericolo non è più una denuncia azzardata. Berlusconi conferma.