Varato il manifesto. Dalle Acli a Cl, trovato l’ accordo tra 20 sigle. Gli organizzatori: in piazza saremo almeno in 100 mila Lo slogan: “Più famiglia”
ROMA – “Più famiglia”. Rigorosamente in italiano. E non “Family day”, come si era vociferato nei giorni scorsi e come molti continueranno a indicarlo. Ecco lo slogan coniato dalle associazioni cattoliche per la manifestazione indifesa della famiglia che si svolgerà il 12 maggio a Roma in piazza San Giovanni in Laterano. Slogan, data e luogo del meeting sono stati varati ieri nel summit tra i rappresentanti delle venti sigle cattoliche che hanno accolto l’invito del Forum delle associazioni familiari nella sede del comitato “Scienza&Vita”, l’organismo nato per affiancare – nel 2005 – la campagna dei vescovi italiani contro il referendum sulla procreazione assistita.
A fare da collante all’iniziativa, un “manifesto” firmato appunto da una ventina di associazioni e intitolato “Più famiglia”. Sottotitolo: “Ciò che è bene per la famiglia è bene per il Paese”. Un testo di circa 70 righe con i principi cardini della dottrina cristiana in materia di famiglia, descritta come “un bene umano fondamentale dal quale dipendono l’identità e il futuro delle persone e della comunità sociale” e che deve essere concepito solo attraverso l’unione stabile tra un uomo e una donna aperta ad una ordinata generazione naturale dei figli”. Da qui la richiesta avanzata dai firmatari del “manifesto” al Parlamento affinché “attivi, subito, un progetto organico e incisivo di politiche sociali a difesa della famiglia” da non confondere con altre forme di convivenze “in aperto contrasto con il dettato costituzionale”. Per unioni di fatto o unioni omosessuali, gli organizzatori della Giornata per la famiglia indicano la strada del codice civile e dei contratti privati. “Il legislatore si dia da fare, individui tutte le forme possibili per salvaguardare i diritti dei singoli, ma senza equiparate la famiglia a unioni e convivenze di fatto” avverte Domenico Delle Foglie, portavoce di “Scienza & Vita”, ex vice direttore del quotidiano cattolico Avvenire. Si tratta, in sostanza, di una vera e propria dichiarazione programmatica intorno al tema della difesa della famiglia che ha messo d’accordo la galassia cattolica al gran completo, dalle Acli all’Azione cattolica, dalla Comunità di S.Egidio a Comunione e Liberazione. Vale a dire tutta quella complessa realtà sociale che si muove intorno all’associazionismo cattolico che a piazza San Giovanni – è l’obiettivo degli organizzatori dovrebbe essere rappresentato da almeno 100 mila persone. “Sarà una giornata di festa e di partecipazione intorno alla famiglia -annuncia Giovanni Giacobbe, presidente del Forum delle associazioni familiari, tra i principali ispiratori dell’evento – Una manifestazione rigorosamente laica fatta da laici per chiedere una più attenta politica per la famiglia in linea con la nostra Costituzione. Le gerarchie ecclesiali non saranno coinvolte ne direttamente, né indirettamente”. Lo assicura anche il neo presidente della Cei, l’arcivescovo Angelo Bagnasco, il quale ha subito precisato che “nessun vescovo sarà presente alla manifestazione, anche se l’iniziativa, nata dal cuore dei laici e delle aggregazioni laicali, ha naturalmente tutto l’appoggio e il consenso dei vescovi e dei pastori”. Ma il 12 maggio in piazza San Giovanni non ci saranno solo sigle cattoliche. Hanno intenzione di intervenire anche associazioni omosessuali (Agedo, Arcigay, Arcilesbiga) e la Lega italiana famiglie di fatto (Liff): “Ci saremo anche noi – si legge in una nota – perchè anche le nostre sono famiglie italiane”. L’annuncio non sembra turbare i promotori della manifestazione. Le associazioni di omosessuali “saranno le benvenute”, ha infatti risposto il presidente del Forum Giacobbe: “La piazza non è proprietà privata di nessuno, chiunque può intervenire”. Con una precisazione: “Ovviamente mi auguro che non si tratti di un intervento di disturbo, ma di partecipazione. Non abbiamo preclusioni nei confronti di nessuno”.