I ricordi si cancellano

DalìLa memoria non è un archivio statico, ma un contenitore dinamico da cui un ricordo, specie se sgradevole, riemerge modificato. Così la sfuriata del capo diventa una discussione che ci vede protagonisti, e l’amore giovanile che ci ha rifiutati appare senza importanza.
"Un ricordo", dice Piergiorgio Strata

ordinario di fisiologia all’Università di Torino, "si consolida in 3-4 giorni. Il cervello scompone l’evento e ne archivia i frammenti in cellule diverse, come fossero cassetti. Quando va a recuperarlo, nella fase di riconsolidamento, apre alcuni cassetti, non tutti, e ne estrae il contenuto. Usando ricordi qua e là crea una falsa memoria, un evento che non è quello iniziale". Più si ripete il processo e più il quadro finale si discosta dall’originale. "Si può stimolare la modificazione selettiva della memoria con farmaci che legano il neurotrasmettitore adrenalina", dice Strata, "bloccandola con un inibitore specifico, il propanololo, si attenuano le risposte fisiologiche (ansia, tachicardia, stress) di volontari impegnati a ricordare un evento spiacevole, inducendoli a escludere il brutto ricordo, o più facilmente la componente emotiva dolorosa, anche a distanza di tempo dalla somministrazione del farmaco".