I ginecologi cattolici: embrioni “orfani” in adozione

Mario Reggio

crioconservazioneSettemila ovuli fecondati e congelati prima della legge 40 non saranno impiantati. Lanzone: possibili 400 nascite. Per Flamigni "non sono persone"

Roma – «Quattrocento nuovi nati potrebbero venire dai 7mila embrioni orfani crioconservati. Il mondo va avanti e sarebbe opportuno prendere una decisione sulla loro adozione».

La proposta non arriva dal mondo laico ma è stata lanciata dal professor Antonio Lanzone, docente di Fisiopatologia della riproduzione dell’Università Cattolica, nel corso dell’incontro che si è svolto ieri con i docenti delle cinque facoltà di Ginecologia di Roma.
Il teorema del professor Lanzone parte da un assunto: la legge 40 sulla procreazione assistita ha creato 30 mila embrioni conservati nell’azoto liquido a meno 200 gradi. «Di questi 3.740 c’è stata un’espressa rinuncia a un futuro impianto da parte dei genitori, ai quali se ne aggiungono più o meno 3 mila – spiega il professor Lanzone – di cui non si riescono a rintracciare i genitori». Tre le opzioni possibili: la distruzione, l’utilizzo per la ricerca o l’adozione. Le prime sono impensabili, la terza potrebbe essere praticabile. «La Chiesa in un documento ufficiale ha già detto no – spiega Lanzone – e sulla questione anche gli scienziati cattolici del Comitato di Bioetica si sono divisi, una parte ha risposto no, un’altra si è astenuta».
La sua teoria è che l’adozione da parte di un’altra coppia non è configurabile come una fecondazione eterologa o un utero in affitto, «proprio per le alte motivazioni etiche del gesto». Ma oltre alla Chiesa c’è un altro ostacolo: dovrà essere il Parlamento a modificare la legge 40 sulla fecondazione assistita. Il professor Carlo Flamigni, componente della Cnb, ha votato contro: «La chiamano adozione perché danno per scontato che l’embrione sia già una persona mentre non è così. Negli Usa la legge prevede analisi rigorose sulle malattie infettive dei genitori, da noi è proibito».