ROMA. «Oltretevere, anche se in maniera implicita e velata, si sono resi conto che è necessaria una regolamentazione delle coppie di fatto, e quindi pur non condividendo la proposta di legge sui "Didore"non la contrasteranno. Ecco perché riusciremo ad approvare il provvedimento, di cui sono estensore insieme ai ministri Rotondi e Brunetta, entro la fine dell’anno». Lo dice il parlamentare del Pdl, Lucio Barani, primo firmatario della proposta sui Didore (Disciplina dei diritti e dei doveri di reciprocità dei conviventi).
«La proposta – spiega Barani – è stata assegnata da alcune settimane alla commissione Af- fari Sociali e nel trimestre giugno-settembre crediamo di poterla licenziare per l’Aula ed entro l’anno approvarla sia alla Camera sia al Senato. E una legge – ha proseguito il deputato toscano – richiesta da 800mila coppie di fatto in Italia, un provvedimento minimo e necessario altrimenti ci sarà l’anarchia dei registri aperti dai vari comuni. Quando parlo di convivenza parlo naturalmente anche di quella omosessuale che riguarda il 4% dei casi. Su questo penso che sarà facile anche la mediazione con la minoranza». La proposta di legge, presentata alla Camera lo scorso 8 ottobre da Barani insieme ad altri 55 deputati del PdL, regola le decisioni in materia di salute e per il caso di morte, l’assistenza in caso di malattia o di ricovero, il diritto di abitazione, la successione nel contratto di locazione e l’obbligo alimentare. Nel primo articolo si ribadisce l’esclusività della famiglia formata dall’unione tra due soggetti legati da vincolo matrimoniale. Fredda la replica del radicale Sergio Rovasio: «I Didore sembrano un’elemosina centellinata per regolamentare esclusivamente situazioni drammatiche come la malattia o la morte del partner. La vita dì coppia è anche altro. Sempre che il Vaticano sia d’accordo».