Conferenza stampa ieri per illustrare il “manifesto cattolico” spedito in 65mila copie alle 28 mila parrocchie, a associazioni e giornali diocesani dei due candidati della Margherita al Senato, Bobba (Acli) e
Binetti (Scienza e vita) avevano annunciato un paio di giorni fa la lettera con la quale si fanno «garanti» presso l’elettorato cattolico «frastornato», che nel governo dell’Unione non ci saranno «derive laiciste»: e quindi, sì alla tutela della vita dal concepimento alla morte naturale (niente eutanasia né modifiche alla legge sulla fecondazione assistita); no a Pacs e matrimoni gay ma aiuti alla famiglia eterosessuale fondata sul matrimonio; nessun timore di tagliare fuori le scuole cattoliche o le cliniche cattoliche.
A dodici giorni dal voto i temi della laicità, dei diritti civili e della bioetica infiammano la campagna elettorale, «Cari amici — scrivono — è la prima volta che ci candidiamo, ci ispiriamo alle parole di Benedetto XVI», Puntualizza Binetti: «Lo stesso programma di Ruini? Può darsi, ma del resto ci ispiriamo alla stessa fonte». La dottrina della Chiesa di Papa Ratzinger. Ma subito si affrettano a spiegare che non hanno mai voluto prevaricare il programma di Prodi e la mediazione raggiunta sui diritti alle coppie di fatto, Bobba: «È la “Rosa nel pugno” ad essere andata oltre».
Scontro aperto quindi con i laici della Rosa” (per i quali Bobba-Binetti sono «le due punte dell’offensiva clericale di Rutelli »), ma anche contesa con la Casa delle libertà per la conquista del voto cattolico, La Cdl li invita: passate con noi, siete degli illusi, «utili idioti» della sinistra secondo Maurizio Gasparri di An, Marcello Pera, di Forza Italia, presidente del Senato e “crociato” dell’Occidente-express, conduce l’affondo: «Sui Pacs c’è ambiguità nel programma dell’Unione, un compromesso verbale per dire e non dire: i Pacs attaccano l’istituzione bimillenaria del matrimonio».
Lo scontro con il centrodestra viene considerato, dai supporter di Bobba e Binetti, il segnale della breccia fatta nel mondo cattolico. Se Fi ha confezionato un opuscolo per le parrocchie, i Dl hanno così battuto un colpo. Tuttavia c’è malumore nella stessa Margherita, dove i laici si ribellano, Zittiti da Francesco Rutelli: «E l’iniziativa legittima di due candidati che hanno come tanti altri l’autorevolezza e le buone ragioni che ciascuno può giudicare», Anche la cattolica Rosy Bindi intervistata dalla Stampa parla però della lettera come di «un eccesso di legittima difesa».
Acqua sul fuoco gettano i Ds, Chiti: «L’Unione è un’alleanza pluralista, ma il programma vale per tutti». Il segretario Fassino rilancia: «Sui temi etici larghe intese», però ritiene vada «riesaminata» la legge sulla fecondazione assistita, c’è disagio nei Ds su laicità e bioetica, D’Alema bacchetta sia la Rosa” che Bobba e Binetti: «Non servono campagne laiciste né clericali».
A dare la misura dell’asprezza del confronto, Emma Bonino la leader della “Rosa” afferma: «Bobba e Binetti? Starebbero bene fuori dal centrosinistra, nell’Udc o nel nuovo partito di centro Rutelli Casini». E la vedova di Luca Coscioni (uomo-simblo, delle battaglie di Radicali per la libertà di ricerca scientifica) dà forfait alla cena con Prodi e gli invia una lettera perché «i temi di Luca» siano nell’agenda di governo del centrosinistra.
Prodi deve tornare a spiegare che un accordo ormai c’è sulle coppie di fatto. Il programma parla per tutti e non ci sono smagliature. Che la Rosa nel pugno” non fosse d’accordo, chiarisce il Professore, lo si sapeva già. Prodi sente gli altri leader dell’Ulivo e si raccomanda: manteniamo bassi i toni.