Ecco che riappare il dottor Melazzini, il contraltare di Giorgio Welby, e di Luca Coscioni, e Nuvoli….con la nota serie di argomentazioni anti autanasia e testamento di vita. Ma ecco che compare anche, subito intervistata la bionda, bella giovane moglie del giovane e famoso, pur così sfortunato calciatore: il "milanista", anche e non per caso, Borgonovo.
E, così, ecco riportato al posto che può competerle, dentro il codice del calcio, dello sport, l’Assistenza Organizzata (anche per la raccolta fondi, come tutte quelle che fanno indovinare un profumo d’incenso aleggiante loro attorno), ma con i precedenti protagonisti "tratti dalla realtà" sostituiti da altri tragici protagonisti, altrettanto reali ma giocabili, loro, come facenti parte del "total reality" al quale si è ridotto (e ci ha ridotti) questo regime spietato e senza vergogna.
Una "moglie devota" sostituisce nello cast previsto per lo screenplay del racconto edificante di un’attesa fiduciosa, nel dolore finalmente pieno di significato, dell’intervento amorevole della imperscrutabile Provvidenza, Antonietta Farina Coscioni e Mina Welby e la signora Nuvoli.
Sotto ogni pieve ed ogni monastero cristiano, cattolico soprattutto, dove posano le loro fondamenta, si ritrovano immancabilmente (se non nel caso di luoghi di "recenti apparizioni") i resti di templi o comunque di luoghi già consacrati nell’antichità. Certo i luoghi sono a volte così impregnati di mistero da essere sacri per ogni fede, ingenua o sofisticata che sia; ma quello di spianare e ricoprire i luoghi di culto delle religioni/culture sottomesse e conquistate e sostituirne le festività mantenendone la scadenza originaria è un modo "sapiente" di annichilire, di cancellare la storia, facendone all’apparenza non una "tabula rasa" ma, meno semplicisticamente, "oggetti di "sensibile inesistenza ".
Ci stanno cancellando alla Orwell; la" Grande Storia" (sic! cfr. una delle trasmissioni più presenti a video in Agosto) favoleggia di miracoli, di santi, di profeti e dei loro segni tangibili da far oggetto di superstiziosa devozione da parte di un volgo di fedeli mantenuti allo stadio di "semplici".
Anatema sia, allora, a chiunque tenti di sostituire alla fiction la realtà ed alla stupefatta accettazione dell’irreale una traccia di analisi critica, rispettosa come ha da essere per ogni credenza ma non per dei burattinai di comprovata dubbia fede.
I Radicali sono "segnati". La loro evidente capacità di saper testimoniare la sensibilità etica e religiosa oltre che la pietà civile degli italiani nei tanti casi in cui essi si sono posti senza protezione di fronte al giudizio dei cittadini sono evidentemente una ferita da cauterizzare oltre che un insulto per il quale non porre mai termine al chiederne ragione.
Siamo i soli avversari all’altezza, considerati i "nemici" di sempre, da sgominare, cancellandoli.
E’ stato costruito un Governo a schiacciante maggioranza con di fronte a sé prospettive certe (!?) di una legislatura intera, proprio"per questo"; e le porte del Parlamento europeo si cercherà con ogni mezza che rimangano serrate per non consentire che vi sguscino attraverso alcuni di noi. Trasnazionalmente, europeisticamente, nazionalmente, localmente, é guerra totale; contro degli inermi.
Solo la nonviolenza e la sua "prepotenza", ci protegge e separa dall’onta storica di una cancellazione da subire di cui altri certamente (magari gli stessi cancellatori ma comunque ben poi) ricorderanno retrospettivamente l’inopportunità come "criminale "di fronte alle minacce dei tempi che corrono. Dio non voglia, dovrebbe forse ancor dire il credente. No pasaran, il rivoluzionario. E Possumus, il Radicale.