Gran Bretagna, norme più severe per ricerche con animali “umanizzati”

La stampa

In Gran Bretagna si affaccia all’orizzonte una nuova questione etica: il problema riguarda le ricerche scientifiche fatte sugli animali contenenti tessuti o geni umani, le cosiddette "chimere". Pur riconoscendo che alcuni studi sono necessari per la ricerca medica, secondo l’Accademia di scienze mediche della Gran Bretagna è ormai doveroso fermarsi a pensare attentamente intorno ad alcuni spinosi argomenti etici, e soprattutto alle loro implicazioni sia pratiche che morali: è stato redatto un rapporto e sono state inviate delle raccomandazioni al Governo in merito alla proposta del lavoro di un Comitato nazionale di esperti.

La Gran Bretagna è l’unico Paese dove è consentita la sperimentazione sugli "embrioni-chimera" dal 2007. è vero che l’introduzione di materiale umano negli animali ha incoraggiato la ricerca medica, e che si annuncia un maggior uso di queste tecniche. Ma per gli esperimenti effettuati sugli embrioni i cui geni sono in maggioranza animali ma che contengono del materiale umano impiantato artificialmente non è esiste alcuna regolamentazione.

L’Accademia inglese indica tre tipi di classificazione per gli esperimenti sugli animali contenenti materiale umano: la "categoria uno", che dovrebbe riguardare la maggior parte degli studi, e non dovrebbe avere più restrizioni di quelle presenti per altre ricerche sugli animali; la "categoria due" che comprende esperimenti tra cui aggiungere geni a primati non umani o portare cambiamenti significativi agli animali per renderli più simili agli uomini (categoria consentita ma a patto di una forte giustificazione scientifica alla base); e la "categoria tre" che dovrebbe invece essere vietata. All’interno di quest’ultima sono compresi i casi in cui si lasciano crescere gli embrioni chimera oltre 14 giorni, si riproducono animali con sperma o ovuli influenzati dagli uomini, o si modifica il cervello delle scimmie, per produrre un comportamento simile a quello umano.

Nel nostro Paese per fortuna a ricerca con l’uso di organismi ibridi, ottenuti mescolando materiale genetico umano e animale attraverso la tecnica del trasferimento del nucleo, è vietata dalla legge 40 sulla procreazione assistita e anche il Comitato nazionale di bioetica nel 2009 aveva espresso parere contrario. La questione etica in Italia riguarda l’ipotesi del blocco della sperimentazione scientifica sugli animali, o almeno l’introduzione di norme restrittive. Si tratta di un problema molto complesso e pungente che mette in gioco le basi del controverso rapporto tra uomo e animale. Con le parole di Martha Nussbaum, probabilmente la più importante filosofa vivente dobbiamo ricordare che "In qualche modo, la nostra simpatia immaginativa con la sofferenza degli animali deve essere la nostra guida, quando cerchiamo di definire un giusto rapporto tra uomini e animali".

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