Gli embrioni congelati: l’unico modo per dar loro la vita è usarli per la ricerca

Carlo Alberto Redi
Gli embrioni congelati: l’unico modo per dar loro la vita è usarli per la ricerca
Il tema della clonazione non può prescindere dalla risoluzione di un problema ancora aperto: manca infatti ancora oggi una riflessione non lacunosa sulla sorte degli embrioni criopreservati.
Dobbiamo parlarne e far capire al mondo cattolico che un piccolo aiuto per dirimere la questione può venire dalla applicazione del metodo scientifico, più che dal richiamo a principi etici o al concetto di persona, spesso chiamato impropriamente in causa.
Il concetto di persona non appartiene alla biologia né alla scienza fattuale, ha solo validità in filosofia, diritto e teologia. Per molte religioni anche gli animali e gli uragani sono persone con anima come l’essere umano. Un suggerimento può essere quello di tentare una definizione in forma operazionale dell’etica, la teoria e la prassi della condotta che ha come scopo la felicità, ottenuta attraverso il possesso del bene.
Per Aristotele la felicità e il bene sono la virtù; per Kant è l’autonomia dell’agire secondo gli universali. Ma non è facile determinare la natura fattuale del bene. Anzi, è evidente che il preteso consenso etico dell’umanità continua ad essere un’affascinante ipotesi: lo sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo, la guerra giusta e tutta la storia dell’umanità, indicano che è probabilmente falsa.
L’etica è determinata dalla religione e dalla ideologia. La religione è l’adesione a una visione del mondo a cui si attribuisce valore di opzione fondamentale (religare) al punto che si può arrivare a dare anche la vita in suo nome. L’ideologia è una visione e valutazione del mondo con trascendenza sociale (un’etica politica in Aristotele). Non possiamo quindi pretendere un’etica comune per un indù, per un cristiano o per un materialista dialettico.
Nella complessità del mondo attuale solo un’etica della responsabilità può aiutare nelle scelte decisionali in quanto l’elemento matrice comune delle etiche è la condotta responsabile (cosciente e volontaria) e quindi la decisione.
Di fronte agli embrioni congelati disponiamo di quattro opzioni (l’adozione e’ esclusa per legge, oltre che impraticabile): 1) lasciare gli embrioni congelati per secula seculorum. Di fatto questa decisione è sinonimo di morte, seppure lenta. 2) Scongelarli e gettarli, accelerando così la loro morte. 3) Impiegarli per la ricerca sul differenziamento cellulare; questa opzione implica la loro morte, ma ha l’attenuante di poter offrire alla umanita’ importanti conoscenze scientifiche. 4) Impiegarli come cellule per terapie cellulari ricostruttive. Ciò implica la vita dell’embrione, sebbene in una forma diffusa, poiché le sue cellule saranno disperse in altri individui che partecipano alla vita.
Risulta immediato che solo la quarta assicura la vita dell’embrione, al di là delle posizioni ideologiche, religiose ed etiche. La decisone sul loro destino deve essere ridotta al “che fare