Roma. Quando le telecamere di al Jazeera sono entrate nella sua stanza di ospedale a Siming, Xiao Aiying aveva ancora il pancione. Dentro c’era un bambino (o una bambina) di 8 mesi, ucciso da un’iniezione letale. Il giorno prima, ha raccontato suo marito, Luo Yanquan, dodici ufficiali dell’ufficio Pianificazione familiare del governo cinese avevano fatto irruzione nella loro casa, avevano sbattuto la faccia di Xiao contro il muro e l’avevano presa a calci e pugni, coprendola di lividi. Prima di trascinarla in ospedale e concludere la loro missione, perché la coppia ha già una bambina e non ha il diritto di avere altri figli. Quando Luo ha provato a rivolgersi alla polizia gli è stato risposto che lì non si occupavano di queste cose, così lui ha raccontato tutto su un blog e si è poi lasciato intervistare. Ora ha paura di ritorsioni.
Mentre il presidente cinese Hu Jintao incontra gli altri capi di stato in giro per l’Europa, le timide attenzioni dei paesi democratici sul rispetto dei diritti umani si concentrano sul Dalai Lama o sul premio Nobel per la Pace a Liu Xiaobo. Sugli aborti forzati, l’occidente ha invece creduto alla volontà del governo di Pechino di ammorbidire la trentennale politica del figlio unico, che ha creato scompensi demografici tali da convincere (almeno ufficialmente) il governo a cambiare rotta, perché “l’obiettivo è stato raggiunto”. In realtà non soltanto la Cina sta invecchiando, ma, potendo avere un solo figlio, le famiglie preferiscono un maschio: così dove sono possibili gli screening neonatali, le femmine si abortiscono; altrove si uccidono appena nate.
Il governo valuta l’inserimento della modifica nel piano demografico quinquennale 2011-2015, ma secondo le autorità sarebbero proprio i genitori cinesi a non volere un secondo figlio, perché "mantenerlo costa troppo". Anche per Xiao Aiying le autorità parlano di "interruzione volontaria", voluta e sottoscritta, e secondo gli atti ospedalieri la gravidanza era al sesto mese. Perché in teoria la legge cinese bandisce gli aborti forzati, anche se non è altrettanto chiara con quelli tardivi. In realtà nelle zone agricole, dove Internet non arriva, aborti forzati e infanticidi sono la normalità, mentre in città le coppie devono "soltanto" pagare una multa fino a 40 mila dollari. Poi di solito le donne vengono sterilizzate, perché non ci riprovino di nuovo. Ma Luo fa l’operaio edile, e non avrebbe potuto trovare i soldi per pagare la multa.
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