Senonché, come nei migliori quiz, il concorrente può usufruire, ma solo dopo l’impianto dell’embrione nell’utero, di un bonus. Il conduttore/legislatore improvvisamente riapre i termini per revocare il consenso. Vietato stupirsi: la legge premia la coppia che ha tutelato l’embrione concedendo alla donna il diritto di abortire.
In estrema sintesi: per le leggi oggi vigenti in Italia l’individuo c’è quando non si vede ma non c’è quando si vede.
Sarebbe, tuttavia, erroneo e fuorviante pensare di risolvere il problema con il salvataggio della legge n. 40 e un successivo adeguamento ad essa della legge che regola l’aborto: la legge n. 40 è costellata da lacune incolmabili e da contraddizioni clamorose. Basterebbe ricordare che l’astratta enunciazione della tutela dei diritti del concepito è sgretolata dall’obbligo di impiantare tutte le cellule fecondate fino ad un massimo di tre. Da tale obbligo, infatti, discende che nel caso in cui tutti gli embrioni impiantati attecchissero si metterebbe a rischio la salute dei tre feti perché saremmo in presenza di una gravidanza trigemellare; se, invece, ne attecchisse solo uno, gli altri due sarebbero condannati a morte. Gli esperti affermano che è possibile evitare questa condanna a morte di due embrioni impiantandone uno solo per volta e conservando gli altri. Ma non appena qualcuno osa parlare di congelamento degli embrioni viene aggredito: sei un orco cattivo che mangia bambini ed embrioni! Mi sembra una strana inversione di ruoli: chi accetta la probabile condanna a morte di due embrioni urla orco a chi vorrebbe salvare gli embrioni congelandoli
Infine: di fronte ad una legge che obbliga al trasferimento di tutti gli embrioni e ne vieta la crioconservazione e la soppressione attendevamo di conoscere con quali modalità il legislatore avrebbe dato attuazione all’obbligo di impianto: il medico avrebbe dovuto chiedere l’intervento delle forze dell’ordine in caso di rifiuto da parte della donna? Le linee guida, che avrebbero dovuto fornire indicazioni, hanno contribuito a rendere sempre più indecifrabili i contenuti degli obblighi e dei divieti che grondano da questa legge stabilendo che l’obbligo di impianto non è «coercibile». La miscela legge/linee guida offre questo risultato: c’è un obbligo non obbligatorio. Insomma la legge obbliga, ma non troppo.
Ecco perché i numerosi interrogativi che pone questa legge si traducono in un bizzarro quiz in cui la risposta esatta è quella maggiormente priva di buon senso.
Il domandone finale del quiz è questo: ma l’obbligo di impianto previsto dalla legge e svuotato di obbligatorietà dalle linee guida, deve essere rispettato?
Il diritto prevede che le norme di grado superiore (in questo caso la legge n. 40) debbano prevalere su quelle di grado inferiore (le linee guida). Ma sarà così anche in questo caso o forse, ispirandoci alla maggior tutela riconosciuta all’embrione rispetto al feto, dovremmo ritenere che le linee guida prevalgano sulla legge? Poveri concorrenti!
Considero questa legge retrograda, medioevale, antiscientifica e liberticida. La Chiesa non può imporre la morale cattolica a tutti, anche ai non credenti. Questa legge è frutto dell’arroganza di un governo che si è rifiutato di discutere gli emendamenti e non ha ascoltato gli scienziati.
Certo che andrò a votare e cercherò di convincere tutti i miei amici a farlo. L’ipotesi più avvilente sarebbe non raggiungere il quorum. Sono per la bocciatura totale della legge 40, perché è una legge che va ripensata da cima a fondo. Ma anche se il referendum dovesse essere valido, non è detto che vincano i sì.
A ciascun elettore saranno consegnate quattro schede di diverso colore: grigio per il terzo quesito. Si vota domenica 12 giugno dalle 8.00 alle 22.00 e lunedì 13 dalle 7.00 alle 15.00. Gli elettori dovranno esibire un documento di riconoscimento e la tessera elettorale personale a carattere permanente che dal 2000 sostituisce il vecchio certificato. Chi avesse smarrito la tessera, potrà chiederne un duplicato presso gli uffici comunali da martedì 7 a sabato 11 giungo (orario di apertura prolungato dalle 9.00 alle 19.00) oppure nei giorni del voto per tutta la durata delle operazioni.
Mi auguro sinceramente che questa legge venga abrogata, perché rispetta poco la libertà della donna e oltretutto offende il diritto alla libera professione medica. Come può permettersi, lo Stato, di violare così pesantemente la nostra privacy? Questa è un’intrusione grossolana che va punita.