GENOVA, IL VARDINALE BERTONE: “METTIAMO IN DISCUSSIONE LA FECONDAZIONE IN VITRO”

di Patrizia Poselli
Attacco all’ospedale Galliera, leader nella procreazione assistita Genova, il cardinale Bertone:«Mettiamo in discussione la fecondazione in vitro»

Non si ferma l’ingerenza dell’autorità religiosa nelle scelte che riguardano sessualità, procreazione e tutela della salute. A Genova – è cronaca di questi giorni – il CardmaleTarcisio Bertone è intervenuto dall’alto della sua condizione di presidente di uno dei massimi ospedali cittadini, il Galliera, per porre in discussione l’opportunità che il centro di fecondazione di quella struttura sanitaria pubblica continui la sua attività. La scusa, di stampo gesuiti co, è che la legge 40 non impone l’apertura di cenni in tutti gli ospedali. Il Galliera, che dispone di un’ottima struttura di procreazione assistita (la più importante in Liguria, che assiste 140 coppie all’anno) sarebbe meglio si occupasse solo di altre tecniche, non della fecondazione in vitro. Le reazioni scatenate da questo intervento hanno incrinato il fronte della nuova maggioranza di centro sinistra in Regione: da un lato ci sono l’assessore alla sanità, il Ds Montaldo, che insieme al capogruppo del Prc Nesci e agli altri esponenti delle forza laiche ricordano al cardinale che il Galliera ed il suo Centro Diagnosi e Terapia dell’Infertilità godono di finanziamenti regionali rigorosamente pubblici; dall’alLa polemica scoppia proprio a ridosso della nascita del “Comitato per la laicità dello Stato”, organismo che riunisce le forze politiche e le associazioni che hanno combattuto la battaglia per l’abrogazione della legge 40 ci sono il vicepresidente della giunta regionale il margherito Massimiliano Costa, con il capogruppo regionale del suo partito il ginecologo Gustavino, che sostengono la legittimità della posizione del Cardinale-Presidente. La polemica scoppia proprio a ridosso della nascita del “Comitato per la laicità dello Stato”, un organismo che riunisce le forze politiche (dal Coordinamento Donne Ds, Forum Donne PrC, Sinistra Giovanile, Radicali e altri) e le associazioni (Coord. donne Cgil, Ass. Luca Coscioni, Marea, Arci, Cemp, tiaar ecc.) che hanno combattuto in città la battaglia referendaria per l’abrogazione della legge 40 sulla Pma. Mercoledì prossimo in una conferenza stampa verrà presentato un appello pubblico per la costruzione di una società multietnica che rispetti «il pluralismo etico e la ricerca di punto di incontro tra le diverse visioni come unica risposta possibile ai fondamentalismi vecchi e nuovi». Nei tanti temi della laicità e dei diritti da riproporre (potenziamento e difesa della laicità dei consultori, Pacs, ecc.) c’è la risposta alla nuova ondata teo-conservatrice, anti abortista e sessuofobica rappresentata da posizioni quali quella del cardinale Bertone e dei suoi sostenitori politici.