Luigi Castaldi
Caro Direttore, come ormai il 24 per cento del popolo italiano ben sa (così almeno assicurano i sondaggi) la legge 40/2004 vieta la fecondazione assistita eterologa e contempla sanzioni per i contravventori; il restante 88 per cento non sa cos’è la legge 40/2004, non sa cos’è una fecondazione assistita eterologa, non sa che ci sarà un referendum il 12 e il 13 giugno. Come etrema soluzione per un’azoospermia farmacologicamente intrattabile, quindi, una coppia che abbia maturato l’intenzione di avere un figlio deve recarsi all’estero per la donazione di un gamete maschile, per superare l’ostacolo posto dalla patologia, Fin qui la premessa; adesso senta questa che è carina assai. A un dibattito pubblico sul referendum (Blog in progress, 21.5.2005) un convinto astensionista sosteneva la necessità di correggere la legge su questo punto: essa dovrebbe prevedere delle sanzioni penali per coloro che vanno all’estero per sottoporsi a una fecondazione assistita eterologa. Mi astengo da ogni commento. Nel caso che, in un non lontano futuro, restante intatta in quel punto la legge 40/2004, si dovesse essere messi in galera, al pari di un pedofilo in Thailandia, per aver compiuto il crimine che il nostro popone sotto la fattispecie di “turismo procreativo